Statali, Brunetta convoca sindacati ma esclude la CGIL

02/12/2009 Epifani, gravissimo autogol del ministro
Si rafforzano le ragioni dello sciopero generale indetto per l’11 dicembre dalla FLC e dalla FP

Ennesimo passo falso del ministro Brunetta. Appena due giorni prima dello sciopero generale proclamato dalla Funzione Pubblica della CGIL, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, annuncia per il 9 dicembre una convocazione delle parti per discutere del rinnovo dei contratti pubblici, ad esclusione della CGIL. La convocazione, spiega il ministro, “interesserà tutti i sindacati che hanno firmato il nuovo modello contrattuale” e che, com’è noto, non è stato sottoscritto dalla CGIL.

La notizia, confermata da ambienti ministeriali, scatena l’ira della CGIL. “Un gravissimo autogol del ministro”, ha affermato il Segretario Generale dell’organizzazione sindacale, Guglielmo Epifani, il quale ha aggiunto: “Se si parla di contratti, Brunetta ha il dovere di convocare tutti. In tutti i tavoli contrattuali - ha detto Epifani - sia dove abbiamo firmato sia no, è sempre stata convocata la CGIL”. Secondo il leader della CGIL, quella del ministro Brunetta, “mi pare una scelta sbagliata, potrei dire molto scortese, per un ministro che chiede ai dipendenti di essere cortesi. Ed è una scortesia istituzionale, politica, e quindi anche un gravissimo autogol”.

Il coordinatore del dipartimento Settori pubblici della CGIL Nazionale, Michele Gentile, parla di “un’ulteriore tappa del percorso di grave lesione della libertà sindacale”, ricordando la mancata convocazione della CGIL al tavolo dell’intesa applicativa del contratto separato del Pubblico Impiego siglata il 30 aprile scorso. Ma la notizia appresa oggi è, secondo il dirigente sindacale, “una decisione autoritaria che, se mantenuta, chiamerebbe direttamente in causa il Presidente del Consiglio, il quale non può certo permettere ad un componente del suo governo di assumere comportamenti gravi di esclusione dell’organizzazione maggiormente rappresentativa nei settori pubblici”.

Gentile, inoltre, punta il dito contro la mancanza di risorse per i rinnovi contrattuali, alla luce della legge Finanziaria in questi giorni in discussione. Il governo, infatti, secondo Gentile, “si presenterebbe a quel tavolo con un pugno di mosche e senza la minima attuazione degli impegni assunti in sede di firma di un accordo separato, non solo sbagliato nei suoi contenuti ma per giunta inattuato”. Per questi motivi, conclude, “la CGIL rafforza le ragioni dello sciopero generale dei settori pubblici proclamato per l’11 dicembre contro un governo che impedisce il rinnovo dei contratti ed assume iniziative gravi ed autoritarie”.




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