11 dicembre in piazza i lavoratori di scuola, università, ricerca e funzione pubblica

10/12/2009 Insufficienti le risorse messe in campo dal governo per il rinnovo dei contratti. Tre i cortei Roma, Milano e Napoli per difendere la dignità dei salari e dire basta alla precarietà
Leggi la webcronaca e ascolta gli interventi di: Guglielmo Epifani - Domenico Pantaleo - Carlo Podda
In 100mila al corteo di Roma
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Quello di venerdì 11 dicembre si preannuncia come una delle più grosse mobilitazioni di questo autunno. Ad incrociare le braccia, per uno sciopero generale, saranno infatti sia i lavoratori della conoscenza di scuola, università, enti di ricerca e di alta formazione, sia i dipendenti pubblici dei ministeri, degli enti locali, della sanità e di tutte le funzioni dello stato. Fatte le somme più di 3milioni di persone saranno interessate da questa giornata di piazza.

La mobilitazione prevede tre cortei. Uno a Roma, a cui parteciperà il mondo della formazione proveniente da tutta Italia con i dipendenti del pubblico impiego di Lazio, Abruzzo, Molise, Marche, Umbria, Toscana e Sardegna.  Altri due, inter-regionali, a Milano e Napoli, che vedranno sfilare solo la funzione pubblica delle regioni del Nord e Sud.

A chiamare in piazza lavoratori, nel direttivo del 17 novembre, la FLC-CGIL, criticando fortemente l'azione del governo che, come si legge nell'ordine del giorno approvato, 'non prevede nella prossima legge finanziaria risorse sufficienti ed adeguate per i rinnovi contrattuali dei nostri comparti'. Il Comitato direttivo, sempre nello stesso o.d.g., denuncia 'il progressivo impoverimento dei nostri settori, determinato dalle politiche miopi di questo Governo. In particolare, nel comparto scuola l’applicazione della seconda tranche di riduzione di personale docente e ATA è impraticabile alla luce della gravissima situazione che i lavoratori della scuola stanno vivendo, sia in termini di aumento dei carichi di lavoro, sia per quanto riguarda la qualità della prestazione lavorativa, che risulta compromessa per effetto della riduzione di organico effettuata per questo anno scolastico. Pertanto, il Comitato direttivo ritiene necessario che siano rivisti e cancellati quegli “obiettivi di risparmio” che stanno mettendo in ginocchio la scuola, la ricerca, l’università e le accademie e conservatori e che siano reperite risorse per il finanziamento di tutti i settori pubblici della conoscenza'.

Il 20 novembre, la FP-CGIL decide, nella riunione del comitato direttivo, di assumere la stessa giornata dell'11 dicembre come data per la mobilitazione. La Funzione Pubblica della CGIL pone come tema centrale di rivendicazione un Contratto Nazionale che aumenti la capacità di acquisto delle retribuzioni, valorizzi le professionalità, consolidi una parte significativa del salario accessorio e sostenga l'importante ruolo delle RSU, dando spazio ad una contrattazione integrativa che premi la produttività collettiva orientata al miglioramento dei servizi per gli utenti. Forti le critiche del Sindacato dei lavoratori pubblici verso la finanziaria, che non prevede stanziamenti per il rinnovo dei contratti, ma anche per i tagli al salario accessorio in caso di malattia, previsti dalla Legge 133/09.

Centrale per entrambe le categorie risulta la questione degli stanziamenti dei fondi, che vengono giudicati insufficienti per i rinnovi dei contratti, ma anche la questione della precarietà, in progressivo aumento in tutti i settori pubblici, per la quale si chiedono risposte rapide.

Al coro di critiche delle categorie, verso la legge di bilancio, si aggiunge la voce del Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani. Non usa mezze misure oggi a Milano, durante un incontro promosso dalla CGIL Lombardia e Milano - in vista del prossimo Congresso - della mozione ‘I diritti e il lavoro oltre la crisi’ . Per il leader della CGIL la Finanziaria, che approda oggi in Parlamento, è “una manovra di galleggiamento”. Un giudizio, quello del Segretario Generale sulla legge Finanziaria, legato al fatto che “sono poche le risorse destinate alla crescita, agli investimenti e all’occupazione”.




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