Crisi: a novembre cala CIGO ma esplode CIGS, in 11 mesi -2,35mld nei salari

12/12/2009 CGIL, resta una priorità portare la CIGO da 52 settimane a 104 e lasciare la CIGS con le sue regole, per affrontare i problemi legati alle crisi industriali più consistenti e profonde

Ritorna prepotentemente ad aumentare il ricorso alla CIG nel mese di novembre: si conferma un calo della CIGO ma, contestualmente, esplode il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Giudizi che emergono da una elaborazione di dati Inps sul ricorso agli ammortizzatori sociali, a Cura dell’Osservatorio CIG del Dipartimento Settori Produttivi della CGIL Nazionale. Un’analisi che non si limita a fotografare il dato di novembre ma traccia un primo bilancio per l’anno in corso del ricorso alla cassa integrazione e dal quale si rileva come da gennaio a novembre siano stati mediamente 1.110.000 i lavoratori coinvolti nei processi di CIG. Lavoratori che hanno complessivamente subito una decurtazione dei loro salari per oltre 2,35 miliardi di euro.

Ritornando al dato di novembre, l’analisi della CGIL sottolinea come siano state autorizzate nel mese 99.574.177 ore di CIG, con un aumento su novembre 2008 del 287,94%. Si raggiungono dall’inizio dell’anno 816.342.177 ore di CIG con un +324,35% sullo stesso periodo dell’anno precedente. “La crisi produttiva continua ancora pesantemente a mordere e gli effetti diretti sui lavoratori restano molto pesanti, sia sotto il profilo del lavoro e delle prospettive, sia sotto il profilo dei redditi”, rileva la segretaria confederale della CGIL, Susanna Camusso.

Il ricorso alla CIGO resta molto levato benché si confermi una tendenza al ribasso, come nel mese precedente, del -10,29% su ottobre 2009. Il numero complessivo delle ore di CIGO nel solo mese di novembre è di 51.086.429 ore mentre da gennaio a novembre le ore, sempre di cassa ordinaria, sono complessivamente 528.224.567 con un aumento sul periodo precedente del 483,76%. Il settore meccanico è quello che continua ad avere la crisi produttiva maggiore con un ricorso alla CIGO, nei primi 11 mesi dell’anno, di 272.858.454 ore, pari +1.007,20% sul periodo precedente.

Al calo delle ore di CIGO fa riscontro un “prorompente” aumento delle ore di CIGS, sia sul mese di ottobre che sul periodo gennaio-novembre dell’anno precedente. L’aumento su ottobre, in un solo mese, è del 28,38% con 48.487.748 ore di CIGS, mentre da gennaio sono state autorizzate complessivamente 288.117.610 ore, con un aumento sul periodo precedente del 182,78%. I settori che fanno registrare un maggiore ricorso alla CIGS negli undici mesi sono il settore Meccanico +178,81%, il settore Metallurgico +295,51%, il settore del Legno +278,30%, il settore dei Trasporti e comunicazioni +335,95%, il Commercio +369,83%, per volumi di ore il settore Meccanico con 100.783.343 ore, il settore Tessile con 30.554.801 ore, il settore dei Trasporti e comunicazioni con 29.138.769, il settore del Commercio con 31.387.294 e il settore Chimico con 19.679.105 ore.

Le regioni che hanno una situazione peggiore sono la Lombardia per volume di ore, sia ordinaria che straordinaria da gennaio ad oggi, con 240.226.685 ore di CIG e un +500,69% sullo stesso periodo dello scorso anno. La regione con la percentuale di aumento maggiore rispetto al 2008 è l’Emilia Romagna con un + 650,19% e un volume pari negli undici mesi del 2009 a 55.051.348 ore. Nel Mezzogiorno la regione con la percentuale maggiore di aumento è l’Abruzzo con +519,03% e un volume pari a 32.229.805 ore. Segue poi la Campania che ha un volume pari a 41.722.348 ore di CIG con un aumento di +109,99%.

Questi dati, sottolinea Camusso, “confermano che l’aumento delle ore di CIGS è direttamente legato alla situazione che vivono le molte aziende che, avendo completato il periodo di 52 settimane di cigo, continuano la cassa integrazione attraverso la domanda di CIGS; così come si lega ad un aumento dei lavoratori con la cassa in deroga”. Per la dirigente sindacale della CGIL “resta ora più difficile capire quali aziende sono in crisi strutturale e quante potranno riprendersi solo con le proprie risorse: resta una priorità portare la CIGO da 52 settimane a 104 e lasciare la CIGS con le sue regole, per affrontare i problemi legati alle crisi industriali più consistenti e profonde”.

Infatti, fa sapere Camusso, “dai dati sulla CIG emerge che la crisi, non solo, non se ne è mai andata, ma oggi il suo peso, ancora più di un anno fa, è maggiore verso i redditi da lavoro dipendente, e verso i lavoratori precari”. I lavoratori coinvolti nei processi di CIG negli undici mesi del 2009, infatti, sono mediamente oltre 1.110.000, mentre l’assenza costante dal lavoro per ogni mese del 2009 riguarda oltre 464.000 posizioni di lavoro. Questi lavoratori - calcola il dipartimento settori produttivi della CGIL - hanno dovuto rinunciare collettivamente ad un valore complessivo nei loro salari, di oltre 1.785.748.512 euro, considerando gli undici mesi a zero ore di CIG e un valore medio di perdita per ogni mese di CIG dalle 300 alle 400 euro, ai quali vanno aggiunti altri 556.596.939 euro derivanti dalle tredicesime che non ci saranno, perché già mangiate dalla CIG nel corso dell’anno.

“Un quantitativo enorme di euro - commenta la segretaria confederale - che mancheranno in moltissime famiglie di lavoratori e che certamente non potranno contribuire alla ripresa dei consumi. Così come non potranno contribuire quelle centinaia di migliaia di lavoratori precari, che alla perdita del loro lavoro hanno ricevuto, se l’hanno ricevuto, un assegno del venti per cento di quanto avevano guadagnato”. Secondo Camusso “si continua ad ignorare questa realtà, ma è fondamentale e necessario un intervento, da parte del Governo sui redditi da lavoro e verso le categorie meno protette, condizione minima - conclude - per fare almeno in parte ripartire l’attività produttiva”.


Allegati:
 OsservatorioCGIL_CIG_Novembre09.pdf
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[Ammortizzatori Sociali]  [Andamenti Mensili CIG] 


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