Chiusa conferenza ONU di Copenaghen con un accordo deludente

21/12/2009 CGIL, è paradossale che mentre si è riusciti ad affrontare la crisi economica e finanziaria impegnando migliaia di miliardi di dollari, non si sia fatto altrettanto per risolvere un problema molto più grave, e di più lunga durata, come il cambiamento climatico

Alla scadenza del vertice di Copenaghen sul clima, i paesi della conferenza ONU hanno trovato una prima intesa: Stati Uniti, Cina, India, Sudafrica e Brasile hanno sbloccato il negoziato trovando fra loro un accordo di massima, definito da diversi negoziatori come ancora insufficiente.  L'intesa fisserebbe, come era previsto da tutte le bozze negoziate, il limite di   surriscaldamento globale a 2 gradi Celsius, ma la decisione degli obiettivi di medio termine di riduzione delle emissioni dei paesi industrializzati, ossia quelli entro il 2020, sarebbe stata rinviata a gennaio.

I punti restano 12, scompare l'obiettivo 2016 di 1,5 gradi che accontentava le piccole isole, e appare il 2015 come data utile per completare il processo e implementare l'accordo. A pagare saranno sempre i paesi sotto il Protocollo di Kyoto che dovranno aumentare la   loro quota di riduzione delle emissioni. Per tutti i paesi ricchi invece, azioni individuali o collettive di riduzione al 2020.


“Un risultato deludente che contiene elementi contraddittori da sanare entro i prossimi mesi". Così il segretario confederale della CGIL, Paola Agnello Modica, giudica le conclusioni della conferenza di Copenaghen sul clima.

"Se da una parte - rileva la dirigente sindacale – va sottolineato il fatto che finalmente i maggiori paesi inquinanti abbiano assunto un ruolo di rilievo nei negoziati della conferenza danese, dall'altra è paradossale che, mentre si è riusciti ad affrontare la crisi economica e finanziaria impegnando migliaia di miliardi di dollari, non si sia fatto altrettanto per risolvere un problema molto più grave, e di più lunga durata, come il cambiamento climatico".

La CGIL, conclude Agnello, "chiede che vengano usati tutti gli spazi e  coinvolti tutti i soggetti sociali e politici interessati affinché le scadenze imposte dal 2010 portino alla formalizzazione di un accordo globale e legalmente vincolante".


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