Previsioni nere di Bankitalia, ripresa lenta e allarme lavoro

15/01/2010 Ricalcolato il tasso di disoccupazione del secondo trimestre 2009: era al 10,2% con 2,6 milioni di senza lavoro. Per la CGIL emerge finalmente il vero stato dell’occupazione in Italia e rivendica interventi immediati sui redditi da lavoro e da pensione

Ripresa lenta, conti pubblici in affanno, disoccupazione sempre più emergenza, consumi che ristagnano e redditi che soffrono. E’ il quadro impietoso delineato dagli economisti di Banktialia nel Bollettino Economico. In sintesi, Palazzo Koch prevede una ripesa lenta con prospettive incerte - il PIL crescerà dello 0,7% quest'anno e dell'1% l'anno prossimo -,  l'indebitamento della pubblica amministrazione dovrebbe salire al 5,3%, del PIL dal 2,7% dell'anno precedente, e il debito dovrebbe aumentare “di circa dieci punti” attestandosi al 115,1%, ma è più che mai “allarme lavoro”: sommando disoccupati, ‘scoraggiati’ e cassintegrati, il tasso di disoccupazione sale oltre il 10% e gli italiani in cerca di occupazione raggiungono i 2,6 milioni. Un dato molto simile allo studio IRES e CGIL presentato lo scorso 29 ottobre, come ha ricordato il segretario confederale, Fulvio Fammoni: “E’ lo stesso ragionamento che abbiamo fatto alcuni mesi fa - dice - e che è stato liquidato come inventato o inattendibile dal Governo. Ora - conclude Fammoni -, di fronte all’autorevolezza della fonte, non si potrà certo più fare così”.

Lo scenario di previsione costruito dagli economisti di Via Nazionale presenta una revisione al rialzo rispetto alla pubblicazione di luglio ma con stime meno ottimiste rispetto a quelle OCSE e Commissione UE. Lo scenario macroeconomico delineato, che descrive “una ripresa debole”, è comunque “soggetto a un'incertezza elevata” circa l'intensità e l'evoluzione del recupero di crescita italiana e internazionale. A pesare è soprattutto l'onda lunga della crisi sul mercato del lavoro. Nello specifico, gli ‘scoraggiati’ a cercarlo, i cassintegrati e i disoccupati costituiscono una miscela esplosiva: sommando i tre fattori, infatti, il tasso di disoccupazione, nel complesso dell'economia italiana, sarebbe stato, nel secondo trimestre del 2009, pari al 10,2% anziché al 7,4%. Il 2,8% in più, dovuto per 1,2 punti alla CIG e per 1,6 punti al fenomeno dello ‘scoraggiamento’. Il risultato è che gli italiani in cerca di occupazione sono 2,6 milioni, 600mila in più rispetto al secondo trimestre 2008.

Notizie negative anche sul fronte redditi e consumi. La dinamica di questi ultimi, e degli investimenti privati, è rimasta per Bankitalia “fiacca” anche nell’ultimo trimestre dello scorso anno, con il potere d’acquisto vittima di un “ristagno quindicennale”. Così, mentre rientrava l’effetto propagandistico di una riforma fiscale, la CGIL ritorna con forza a chiedere interventi immediati sui redditi da lavoro e da pensione, coincidenza vuole nel giorno in cui prende il via la campagna per un fisco giusto: “Più evadono, più paghi”. Così, mentre Via Nazionale sostiene che “i consumi delle famiglie continuerebbero a subire il freno della forte riduzione del potere d'acquisto” intaccato dal calo dei redditi nominali in una situazione di “ristagno quindicennale, senza riscontro negli altri principali paesi dell'euro”, il segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, rileva come “servirebbe subito quella riduzione delle tasse sui redditi da lavoro e da pensione per la quale abbiamo chiesto al governo di aprire immediatamente un tavolo di confronto - conclude - tra l’effetto annuncio propagandistico e, subito dopo, la marcia indietro”.




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