Gravissima situazione alla Bembergcell

08/11/2006

Il cosiddetto “polo cellulosico” italiano ha subito un colpo pesantissimo: è stata decisa infatti la procedura di liquidazione attraverso il concordato preventivo con cessione dei beni degli stabilimenti di Gozzano ( Novara ), Magenta (Milano) e Rieti.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è rappresentata dal sequestro da parte del tribunale del marchio Bemberg, che ha comportato una svalutazione del patrimonio per 10 milioni di euro, nell’ambito di una situazione debitoria del gruppo che supera i 100 milioni di euro. Dopo la fermata nel mese di settembre dello stabilimento di Rieti, e che ha destato grande allarme per un territorio già colpito da una situazione di declino industriale e da alti tassi di disoccupazione, oggi è dunque in discussione l’intero gruppo.
Il futuro di questi 3 stabilimenti e con essi dell’occupazione per circa 1000 lavoratori si gioca nei prossimi 18 mesi entro i quali si conclude la procedura. Nell’incontro avvenuto alla presenza del liquidatore presso il Ministero dello Sviluppo Economico il 6 Novembre 2006, il sindacato ha ribadito con fermezza che la procedura di concordato non può in alcun modo concludersi con la chiusura degli stabilimenti, non solo per le gravissime conseguenze sociali che ne deriverebbero, ma anche perché l’Italia non può permettersi di perdere l’ultima presenza nel campo della produzione delle fibre chimiche e naturali, lasciando il monopolio del mercato ad aziende straniere.
Infatti il paradosso di questa vicenda, come tante altre, è il fatto di essere in presenza di un prodotto richiesto dal mercato e l’impossibilità a proseguire l’attività produttiva per ragioni finanziarie legate ad una gestione imprenditoriale a dir poco negativa.
Occorre per queste ragioni operare in direzione del salvataggio degli stabilimenti, facendo leva sulla qualità delle produzioni, sviluppando ulteriormente gli spazi di penetrazione sul mercato per quelle tradizionali, cupro, acetato, prodotti a Gozzano e Magenta, e per quelle innovative, nello specifico la viscosa, il filo antifiamma prodotto a Rieti, coinvolgendo in questa opera anche gli operatori industriali legati a valle alla filiera cellulosica.
L’emergenza da risolvere, perché questa prospettiva si determini, è però oggi essenzialmente finanziaria e da questo versante il sindacato ha chiesto anche al Governo di mettere in campo una iniziativa mirata nei confronti innanzitutto del sistema creditizio, e in direzione dell’abbattimento dei costi dell’energia che hanno un peso notevole, in particolare per Rieti, sul costo delle produzioni e quindi sulla competitività. L’altra priorità è incrementare i volumi produttivi e nel breve periodo far ripartire gli stabilimenti fermi per non perdere definitivamente le opportunità di mercato.
Alla lotta dei lavoratori si deve quindi affiancare il ruolo attivo di tutte le componenti istituzionali ed economiche per dare una prospettiva a questa situazione di grave emergenza.


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