Immigrazione: 18 novembre CGIL in piazza contro lavoro nero e sfruttamento

16/11/2010 Numerose le iniziative previste in tutta Italia. Una mobilitazione per chiedere al Governo e alle istituzioni competenti atti concreti e responsabili per gli immigrati e per tutti i lavoratori colpiti dalla crisi
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Gli immigrati e tutti i lavoratori colpiti dalla crisi hanno bisogno di atti concreti e responsabili, per questo la CGIL, in vista della manifestazione del 27 novembre, promuove per giovedì 18 novembre, insieme ad Acli, Antigone, Arci, Asgi, Cir, Cnca, Emmaus Italia, Fcei, Libera, Terra del Fuoco, Progetto Diritti Onlus, Sei Ugl, una giornata di mobilitazione sul tema dei migranti.

Numerose le inizitive previste. Presidi, sit-in, volantinaggi e gazebi informativi, verranno organizzati in tante piazze italiane per chiedere al Governo e alle istituzioni competenti di intervenire sulla situazione di emergenza in cui vivono migliaia di migranti residenti nel nostro Paese.
 
Le proteste di questi giorni a Brescia e Milano, indicano una situazione delicata a rischio eplosione. Sono purtroppo tante le storie degli immigrati legate al reato di clandestinità, alla mancata regolarizzazione, allo sfruttamento e al lavoro nero. Si rende quindi necessaria, secondo la CGIL, un’iniziativa forte e determinata, “ricercando adesioni e sostegno da parte del mondo dell’associazionismo, anche sui territori”.

Contro il lavoro nero e per i diritti dei migranti, la CGIL chiede ai Ministri Maroni e Sacconi di aprire un tavolo di trattativa, che possa individuare soluzioni serie e strutturali, dando priorità a: il contrasto allo sfruttamento del lavoro nero, attraverso il recepimento della Direttiva Europea 52, l’applicazione e l’estensione dell’articolo 18 del Testo Unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all'irregolarità del lavoro; un percorso di emersione strutturale che, oltre a riconoscere il permesso di soggiorno a chi è stato truffato nel corso dell'ultima sanatoria, offra la possibilità di uscire dalla schiavitù e dallo sfruttamento a centinaia di migliaia di migranti,costretti alla clandestinità; una proroga del permesso di soggiorno per chi oggi ha perso il lavoro e fatica a reperirne uno nuovo, senza che incomba laminaccia di espulsione; intervento sulla situazione di estrema difficoltà in cui versano gli sportelli Unici per l’immigrazione che per effetto della manovra finanziaria sono costretti a licenziare 1300 operatori che sono oltre il 50% del totale degli addetti.
 
Alcune delle iniziative in programma: presidi di fronte alle Prefetture di Trapani, Messina, Ragusa, Palermo, Roma, Genova, Bologna, Lecco (19 novembre), Milano, Caserta, Pescara, Torino e Sassari, Biella, Vercelli, Novara, Cremona, Mantova, Pavia, Catania, Padova e Napoli (25 novembre); a Perugia è stata organizzata una tavola rotonda, mentre a Como, Treviso e Bari è previsto un incontro con il Prefetto; ad Ancona, Salerno, Firenze e Brescia previste assemblee pubbliche; numerosi i volantinaggi nelle città di Modena, Ravenna, Rimini, Varese, Cuneo, Alessandria, Verbania, Asti, Torino e Catanzaro (al mercatino sociale e solidale); infine a San Donà di Piave previsto un sit-in davanti al Duomo.
 




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