FIAT: a Mirafiori vince il sì con il 54%. Decisivo voto degli impiegati

14/01/2011 Oltre 5mila i lavoratori che hanno partecipato al referendum, a votare a favore 2.735 dipendenti, contrari 2.307. Le schede nulle o bianche 59
» Testo dell'accordo
» 28 gennaio, Sciopero Generale FIOM CGIL

A Mirafiori vince il sì con il 54% dei voti. Decisivo per il risultato, arrivato dopo una lunga notte di scrutinio, durata quasi dieci ore, è stato il voto degli impiegati. Tra i 449 'colletti bianchi', aventi diritto al voto, si sono, infatti, registrati: 421 voti a favore e solo 20 contrari. Tra le tute blu, il voto favorevole è prevalso di appena 9 schede.

Il fronte del no ha retto per i primi 4 seggi, quelli del montaggio: nel 9, nell'8, nel 7 e nel 6. Poi il sorpasso del sì, con un plebiscito degli impiegati a favore del piano proposto da Marchionne.

L'affluenza. Al voto, secondo le stime della commissione elettorale, iniziato con il turno delle 22 di giovedì 13 gennaio, hanno partecipato 5.119 lavoratori, oltre il 94,2% degli aventi diritto.

I risultati. Il sì ha vinto con 2.735 voti, pari al 54,05%. A votare no sono stati invece in 2.307 (45,95%), mentre le schede nulle e bianche sono state complessivamente 59.

venerdì 14 gennaio

FIAT: Mirafiori nel giorno del referendum.

Prosegue il referendum tra i lavoratori dello stabilimento FIAT torinese. La consultazione, iniziata ieri sera alle ore 22, si concluderà quest'oggi alle 19,30.

Alta la percentuale dei votanti. Secondo fonti sindacali, infatti, per il referendum starebbe votando “la grandissima maggioranza” dei lavoratori. Nel turno di notte, infatti, avrebbero votato circa il 97,7% degli aventi diritto. Finora, sono andati alle urne, nel primo turno, 384 lavoratori su 393 presenti. Nel secondo turno invece, è stato registrato il voto di 2.678 dipendenti, quindi circa il 98% degli operai presenti in fabbrica. Dati che sommati ai votanti nel turno di notte, hanno fatto raggiungere la quota di oltre 3mila voti validi, superando così il quorum. Le operazioni di voto, dopo il primo turno, sono riprese questa mattina dalle 8.45 alle ore 13 e proseguiranno nel pomeriggio dalle 15.45 alle 19.30.

Scontata, secondo la FIOM CGIL, la forte partecipazione registrata, “un'affluenza così elevata era inevitabile, del resto è la FIAT che sta organizzando il voto, dunque non ci stupisce”, dichiara Giorgio Airaudo, Segretario Nazionale e Responsabile auto della FIOM CGIL, che aggiunge “discutere di percentuali non mi appassiona, in modo particolare in questo caso perchè, penso che questo voto non sia nè libero nè legittimo”. I lavoratori, sottolinea Airaudo, “hanno dimostrato molto coraggio, ora voteranno secondo le loro possibilità”.

Sbagliato, per il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, “sovraccaricare i lavoratori di Mirafiori di troppe responsabilità” e tornando a commentare l'accordo firmato, ad eccezione della FIOM CGIL, tra sindacati e FIAT, il 23 dicembre scorso dichiara, “siamo di fronte ad un accordo che è stato fatto 'ad excludendum' e mi pare difficile immaginare che oggi ci sia una stagione unitaria”. “Noi - ha proseguito Camusso - insistiamo per dire a CISL e UIL che un modello di esclusione dei sindacati è un modello comunque inaccettabile”, e proprio alle due Confederazioni, la dirigente sindacale rinnova un messaggio: “definiamo le regole di democrazia e di rappresentanza e rispettiamo reciprocamente il pluralismo sindacale”.


Giovedì 13 gennaio

CGIL, no ad un accordo che tocca materie indisponibili come: il diritto di sciopero o l’esclusione dalla fabbrica di un sindacato, la FIOM. Camusso, straordinario torto nei confronti dei lavoratori

I circa 5.400 lavoratori dello stabilimento FIAT di Mirafiori saranno oggi chiamati ad esprimere il loro giudizio sull'accordo raggiunto il 23 dicembre scorso da sindacati e azienda, senza il consenso della FIOM CGIL. Un accordo, secondo il Segretario Generale della CGIL, “negativo” poiché, viola innanzitutto due principi: la libertà dei lavoratori di scioperare e di organizzarsi sindacalmente, quindi, per la sindacalista, "è evidente che si sta commettendo uno strardinario torto ai lavoratori".

A poche ore dal referendum (i primi lavoratori, infatti, saranno chiamati al voto alle 22 di questa sera, gli ultimi domani pomeriggio),  è chiara l'indicazione di voto della CGIL: "no" ad un accordo che calpesta la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire e di eleggere i propri rappresentanti in azienda. "No" ad un accordo che annulla il Contratto nazionale di lavoro e che peggiora le condizioni di fabbrica; che lede ogni diritto di sciopero e riduce la retribuzione a chi si ammala. Rivolgendosi alle tute blu dello stabilimento FIAT Torinese, Susanna Camusso, senza azzardare previsioni sulla consulta referendaria, ha dichiarato “sono consapevole che hanno di fronte una scelta difficile, perché il referendum è stato presentato in definitiva come una scelta per il posto di lavoro ma, pur rispettando questo 'travaglio', credo che sia giusto ribadire che l’accordo è sbagliato e che si debba quindi votare no”.

Qualunque sia l'esito del referendum, il leader della CGIL, ha sottolineato “in quella fabbrica la FIOM CGIL tornerà” e facendo riferimento alle scelte di Sergio Marchionne ha affermato, “evitiamo di attribuire all'amministratore delegato della FIAT il potere di cancellare la storia, le tradizioni e le organizzazioni del nostro Paese”, la FIOM “è una grande organizzazione con migliaia di iscritti, non è che viene cancellata così”. Inoltre, rispetto alle dichiarazioni di ieri del Presidente del Consiglio, Camusso ha accusato Berlusconi di fare spettacolo, abdicando da tempo al suo mestiere, “non me l'aspettavo”, ha dichiarato la dirigente sindacale, “perché in un Paese normale, un Governo, di fronte ad un'impresa che vuole fare investimenti, avrebbe agito diversamente: avrebbe chiamato l'impresa verificando gli investimenti. Invece di fare tutto ciò, si continua a fare spettacolo” ha concluso.

“Da Pomigliano a Mirafiori. Il lavoro è un bene comune, difendiamo ovunque contratto e diritti” sarà questo lo slogan degli striscioni d'apertura delle manifestazioni regionali che il 28 gennaio prossimo, in occasione dello Sciopero Generale dei metalmeccanici della CGIL, sfileranno nelle tante città italiane. Uno sciopero, che secondo la FIOM CGIL, si rende necessario per la difesa del Contratto collettivo nazionale, per la salvaguardia della democrazia e della libertà di rappresentanza sindacale, per combattere la precarietà e il dominio del mercato che, spiega la categoria dei metalmeccanici della CGIL, “divorano la vita delle persone e compromettono la coesione sociale e il futuro del Paese”. Tutta la Confederazione, ha annunciato Susanna Camusso, sarà impegnata per la massima riuscita dell'importante mobilitazione.






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