Piano Sud: CGIL, il gioco delle tre carte del ministro Tremonti

25/10/2011

“Dalle prime indiscrezioni il piano euro sud rappresenta l'ennesimo gioco delle tre carte da parte del Governo. Se il problema del sud è solo come spendere i fondi strutturali già destinati. Siamo allo stesso tema posto dalla riprogrammazione voluta dal ministro Fitto e che non ha sortito effetti significativi né sul versante della crescita dell'economia meridionale, né nella strutturazione dei servizi con effetti positivi sulla coesione sociale”. Lo sostiene Serena Sorrentino, Segretaria confederale della CGIL con delega ai problemi del Mezzogiorno a proposito del Piano per il Sud.

“I tagli lineari – spiega Sorrentino - lo svuotamento della dotazione del FAS, rendono impossibile l'attivazione dei cofinanziamenti necessari ad attivare la spesa inoltre se la quota dei fondi strutturali per il sud rimane invariata mentre la spesa in conto capitale per il Mezzogiorno continua a diminuire e alla crisi non c'e' alcuna politica nazionale di contrasto, la sensazione è che anziché pensare alla crescita ed allo sviluppo del sud ci sia una contesa interna al Governo su chi sovraintende ai 28 miliardi di euro circa che l'Ue destina alle regioni in ritardo di sviluppo”.

“La crisi morde e il disagio sociale aumenta – conclude la dirigente CGIL - non c'è in campo nessuna risposta credibile, il Governo sta perdendo l'ennesima occasione di rilancio per il Paese”.


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