Le crisi della settimana

01/01/2015

Di seguito riportiamo il monitoraggio giornaliero/settimanale/mensile delle crisi industriali in Italia

» Per informazioni sul settore dell'edilizia è possibile consultare 'STATO di CRISI: il diario quotidiano delle crisi nel settore delle costruzioni' a cura della FILLEA CGIL. Clicca qui

» 20122013  - 2014

8 luglio - Auchan, scongiurati 1345 licenziamenti. Scongiurati i licenziamenti, si ricorre alla mobilità volontaria. È stata sottoscritta al ministero del Lavoro un’importante intesa tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Auchan a conclusione di un difficile negoziato durato diverse settimane. L’accordo individua soluzioni non traumatiche rispetto ai 1.345 esuberi dichiarati dall’azienda e mette in sicurezza di fronte ai paventati licenziamenti. “Questa soluzione – spiega  Fabrizio Russo, segretario nazionale della Filcams – non era scontata. Auchan aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo lo scorso mese di aprile, ma da mesi fronteggiavamo una situazione complessa e di portata più generale, che scaturiva dallo stato di grave crisi in cui versa la società. L'accordo comporta una forte assunzione di responsabilità da parte del sindacato, volta innanzitutto a salvaguardare l’occupazione – continua Russo – rispetto a un piano di riassetto e un nuovo modello organizzativo prospettati da Auchan, le cui priorità sono rappresentate da un contenimento dei costi e dal superamento della situazione di estrema difficoltà che coinvolge l’azienda”.

2 luglio - Whirlpool: Cgil, accordo che concilia sviluppo e lavoro. "L'accordo Whirlpool rappresenta un utile esempio di come affrontare, attraverso relazioni industriali rispettose dei diversi interessi in campo, processi complessi di riorganizzazione produttiva e organizzativa che investono aree nazionali e internazionali". Così il responsabile Settori produttivi della Cgil nazionale, Salvatore Barone, firmatario per il sindacato di corso d'Italia dell'accordo sulla vertenza Whirlpool raggiunto oggi al ministero dello Sviluppo Economico.

"I contenuti dell'intesa - spiega Barone - sono la dimostrazione che è possibile conciliare sviluppo e razionalizzazione produttiva puntando su investimenti e innovazione, le vere leve di politica industriale per affrontare la fase di stagnazione dei mercati. L'acquisizione di Indesit da parte della multinazionale americana offre così al mercato un nuovo e più robusto player, senza un radicale ridimensionamento dell'attività e dell'occupazione, come invece è avvenuto in casi analoghi". leggi tutto

28 maggio - Sma (gruppo Auchan), sottoscritta importante intesa per salvare 9mila posti. Si è concluso, con la sottoscrizione di un’intesa, il confronto tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS Uil con la direzione aziendale Sma, iniziato nel mese di marzo, e finalizzato all’individuazione di misure volte ad un contenimento del costo del lavoro, in considerazione della situazione di estrema difficoltà in cui versa l’azienda. L’accordo sottoscritto, che coinvolge circa 9mila lavoratori, prevede l’impegno da parte dell’azienda, per l’intero periodo di vigenza dell’accordo – dal 26 maggio 2015 al 31 dicembre 2016 -, a salvaguardare i livelli occupazionali, evitando il ricorso a procedure di riduzione del personale con riferimento a 217 dei 224 punti vendita a gestione diretta (97% del totale rete). Per le restanti 7 unità a rischio dismissione, l’azienda si è impegnata a valutare, in via prioritaria, la percorribilità di soluzioni volte a tutelare il mantenimento dei livelli occupazionali, privilegiando l’opzione della cessione di ramo d’azienda e prevedendo l’attivazione di confronti a livello territoriale allo scopo di definire possibili intese.
A fronte degli impegni assunti da Sma e considerata la grave compromissione dei livelli di redditività aziendale, si è stabilito, quale misura urgente che contribuisca al recupero di una condizione di equilibrio economico-finanziario ed alla salvaguardia della continuità aziendale, di procedere alla sospensione dell’erogazione del salario variabile per il biennio 2015/2016. La sottoscrizione dell’Accordo, a conclusione di un difficile negoziato, ha evitato l’introduzione di deroghe al Contratto Nazionale, come insistentemente richiesto dall’azienda, ed ha contenuto il carattere restitutivo dell’intesa inizialmente prospettato, attraverso una parziale rivisitazione della contrattazione integrativa aziendale e la previsione di una fase di confronto, in tema di Organizzazione di Lavoro, a livello territoriale. Le misure condivise rivestono indiscutibile rilevanza anche in considerazione della condotta di Auchan - azienda che gestisce il canale ipermercati del Gruppo - che nelle ultime settimane ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per circa 1400 lavoratori e disdettato unilateralmente la contrattazione integrativa aziendale, confermando, nel contesto degli incontri tenutisi di recente, contrarietà rispetto al ricorso ad ammortizzatori sociali di carattere conservativo.

11 maggio - Mercatone Uno, siglato accordo cigs per 3.071 addetti. Giornata importante, oggi, per la complessa vertenza del Gruppo Mercatone Uno, il noto marchio della vendita di mobili e complementi d'arredo dal 7 aprile in amministrazione straordinaria: al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i sindacati di categoria Fisascat, Filcams, Uiltucs ed i Commissari straordinari hanno infatti siglato un accordo sull'accesso alla cassa integrazione straordinaria che con decorrenza dal 7 aprile 2015 riguarderà 3.071 lavoratori dei 79 negozi della rete vendita. L'Inps, considerata l'impossibilità del Gruppo di anticipare l'erogazione dell'ammortizzatore sociale, per l'intera durata dell'amministrazione straordinaria provvederà direttamente al pagamento della Cigs. L'accordo contempla clausole applicative tendenti a ridurre la discrezionalità dell'impresa, con la programmazione mensile della cassa integrazione e quindicinale degli orari individuali di lavoro; l'intesa garantisce inoltre un minimo di ore di prestazione giornaliera e conferma il regime di flessibilità anche per il personale a contratto part-time. I Commissari straordinari sono impegnati sul doppio fronte dell'espletamento delle formalita' connesse alla concessione delle garanzie statali sui finanziamenti delle grandi imprese in stato di insolvenza - primo passo per far fronte al pagamento dei fornitori - e della pubblicazione del bando per la cessione del complesso aziendale, a cui - si auspica - seguiranno le manifestazioni d'interesse degli investitori.

8 maggio - Alcatel Lucent, accordo al ministero, evitati licenziamenti. Nella serata di ieri è stato raggiunto un accordo, presso il ministero del Lavoro, che consente di evitare il licenziamento di quarantadue lavoratori rimasti in cassa integrazione, attraverso un prolungamento del piano di gestione degli esuberi. L’accordo infatti prevede ulteriori cinque mesi di cassa integrazione in deroga per i lavoratori rimasti in esubero rispetto al piano di ristrutturazione (Shift Plan). Durante la cassa integrazione in deroga si continueranno ad utilizzare gli stessi strumenti per la ricollocazione interna ed esterna e per la riqualificazione professionale utilizzati fino ad ora. Strumenti che hanno consentito, negli ultimi due anni, una netta riduzione del numero di eccedenze. È previsto inoltre un incentivo per chi volesse, volontariamente, essere collocato in mobilità.

6 maggio - Auchan Italia, il 9 maggio sciopero in tutta Italia. Una procedura di licenziamento collettivo per 1.426 lavoratori su tutto il territorio nazionale, la disdetta della contrattazione integrativa aziendale, queste le ultime decisioni della dirigenza Auchan che hanno costretto le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, a proclamare sciopero per il prossimo 9 maggio.
Con 49 punti vendita su tutto il territorio nazionale e circa 11.400 dipendenti, la multinazionale francese della grande distribuzione ha deciso di affrontare una generale condizione di crisi, scaricando il costo sulle lavoratrici e sui lavoratori. “Un atto gravissimo e senza precedenti”, commenta Fabrizio Russo, segretario nazionale della Filcams Cgil che segue la vertenza, “siamo sempre stati disponibili al dialogo, e propensi, oggi come gli anni passati, alla ricerca di soluzioni per arginare le difficoltà aziendali, ma tutto ciò deve avvenire nel rispetto dei lavoratori e dei loro diritti”. A meno di 3 giorni dallo sciopero fervono i preparativi in tutta Italia. Sono10 le regioni interessate dalla procedura; solo nel Mezzogiorno sono stati dichiarati circa 700 esuberi, di cui circa 270 negli ipermercati della Sicilia, più di 200 in Campania, 150 in Puglia e quasi 100 tra Abruzzo e Sardegna. Coinvolti anche diversi punti vendita del Nord Italia dove i lavoratori colpiti dalla procedura sono più di 500, tra Veneto, Piemonte e Lombardia, regione nella quale i licenziamenti annunciati da Auchan sono più di 300, anche in considerazione della prevista chiusura di un ipermercato. Più di 100 esuberi dichiarati in Lazio e nelle Marche. Interessati dal licenziamento collettivo anche circa 50 lavoratori in forza presso la sede aziendale ed i depositi. “Le difficoltà economiche dell’azienda non possono giustificare azioni così aggressive e scelte unilaterali che ledono con tanta gravità i diritti dei lavoratori”, conclude Russo, “da parte nostra rinnoviamo, ancora una volta, piena disponibilità al confronto e alla condivisione di misure che consentano la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma se Auchan continuerà a perseguire questa strada, siamo pronti a mettere in campo altre iniziative di mobilitazione.”

17 aprile – Whirlpool, annuncia chiusura Caserta e None. 400 nuovi esuberi. Whirlpool punta 500 milioni di euro per il piano di integrazione industriale tra gli stabilimenti della multinazionale americana e quelli della Indesit Company, acquisita a ottobre 2014. In cambio però annuncia l'accorpamento dei siti produttivi di Albacina e Melano per la realizzazione del maggior polo europeo dei piani cottura a Fabriano, e la chiusura dello stabilimento di Carinaro (Caserta) e del centro di ricerca di None (Torino). Così gli esuberi salgono a 1.335, quasi 400 in più rispetto ai 940 del "piano Italia" della vecchia Indesit su cui si era faticosamente raggiunto un accordo con i sindacati al tavolo con il Governo. I sindacati hanno espresso forte contrarietà al piano rivendicando il rispetto dell'accordo del 2013 che prevedeva la garanzia del non licenziamento per 5 anni. I lavoratori sono in stato di agitazione.

1 aprile - Mercatone Uno, il 1 aprile lo sciopero Nazionale. 3.500 lavoratori a rischio. Le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori da M. Business Srl - Mercatone Uno per protestare contro la gestione aziendale, che ha portato l’azienda al collasso con pesanti conseguenze per i 3.500 dipendenti.
La giornata di mobilitazione si è articolata a livello territoriale con presidi presso le Prefetture e le sedi comunali per sensibilizzare e richiedere alle istituzioni e agli enti locali un maggior impegno nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di M. Business Srl - Mercatone Uno e delle loro famiglie. Nonostante il rinvio da parte dell’azienda dell’incontro previsto, una delegazione è stata ricevuta dai vertici del Mise, per spiegare la difficile situazione e la grave condotta aziendale. proprio oggi infatti si è tenuto un presidio dalle ore 10 in via Molise a Roma. FOTO
“Abbiamo chiesto al Mise di rafforzare il ruolo di garante, mantenendo attivo il tavolo di crisi istituito con l’incontro del 12 marzo” afferma Sabina Bigazzi della Filcams Cgil Nazionale. “Inoltre, abbiamo evidenziato tutta l’urgenza di coinvolgere il Ministero del Lavoro in particolare sugli ammortizzatori social.”
“Il Mise si è fatto carico delle nostre richieste confermando tutta l’attenzione delle massime istituzioni nei loro più alti vertici e il coinvolgimento del Ministero del Lavoro, offrendo massima disponibilità  ad individuare  il percorso che dia maggior garanzie ai lavoratori con il ricorso agli ammortizzatori sociali ” specifica Bigazzi, “è confermato quindi il coinvolgimento diretto del Mise, che riconvocherà Mercatone Business e le organizzazioni sindacali subito dopo le festività pasquali.”
Contemporaneamente, in diversi punti vendita, si sono svolti presidi e manifestazioni che proseguiranno nei prossimi giorni, anche per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza, e continuare a supportare le lavoratrici ed i lavoratori in questa fase così critica.
Circa 3500 lavoratori, sono in attesa di capire quale sarà il loro futuro. Dopo che l’azienda ha presentato istanza di concordato preventivo “in bianco”, infatti, il tribunale di Bologna ha autorizzato la svendita in 34 dei 79 punti vendita, ai quali l’azienda ha comunicato anche la chiusura entro il 27  aprile, in alcuni casi addirittura entro una settimana. In seguito sono pervenute 3 manifestazioni di interesse di potenziali acquirenti, di cui però non se ne conosce l’esito.


10 marzo - Prysmian, annuncia chiusura stabilimento ascoli Piceno, 120 posti a rischio. Gruppo “Prysmian”, azienda italiana leader mondiale nel settore cavi, annuncia la chiusura dello stabilimento di Ascoli, mettendo a rischio 120 posti di lavoro. “Una decisione sbagliata, inaccettabile – protestano i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil - che esula da scelte industriali e produttive ma che si basa unicamente su scelte di tipo finanziario, volontà che lascia aperte forti preoccupazioni anche per i destini degli altri siti produttivi (9, con circa 2000 dipendenti, n.d.r.) presenti nel nostro paese”. I sindacati ritengono indispensabile aprire un confronto con “Prysmian” che garantisca trasparenza, impegni certi per il futuro dell’occupazione e investimenti per la salvaguardia di tutti gli stabilimenti, confronto che deve coinvolgere le massime istituzioni del Paese, per la forte valenza che il gruppo riveste sia a livello nazionale sia per ciò che riguarda il territorio di Ascoli, in grave sofferenza sul piano industriale ed occupazionale. Le segreterie nazionali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil richiederanno incontro al ministero dello Sviluppo Economico per chiedere un piano industriale per i prossimi anni che impedisca un progressivo disimpegno di “Prysmian” sul territorio nazionale. A sostegno della vertenza, i sindacati proclamano una prima iniziativa di 2 ore di sciopero in tutto il Gruppo ed una manifestazione a Roma in occasione dell’incontro ministeriale.

3 marzo – Natuzzi, accordo da  25 milioni di investimenti. Resta nodo risorse per solidarietà. Esuberi ridotti da 1.506 a 534, organico in Italia fissato a 1.800 unità, con contratto di solidarietà, e investimenti complessivi previsti pari a 25 milioni di euro. E' quanto prevede l'evoluzione dell'accordo raggiunto nel 2013 per Natuzzi, azienda che produce divani fra Basilicata e Puglia, firmato oggi a Roma. La forma definitiva dell'accordo è stata firmata da azienda e sindacati alla presenza del Sottosegretario, Teresa Bellanova, di dirigenti del Mise e dei rappresentanti di Basilicata e Puglia.
L'accordo, spiega il sindacato, a fronte dei 1550 esuberi iniziali, prevede contratti di solidarieta' per 1818 lavoratori, tra produzione ed uffici, a partire dal 2 maggio negli stabilimenti di Jesce 1, Jesce 2, Laterza, Santeramo e Matera. Circa 500 lavoratori saranno collocati in Cigs nel sito di Ginosa, 100 di loro rientreranno in produzione entro meta' ottobre 2015. Dei restanti 400, 100 saranno ricollocati in newco, presumibilmente entro il 2015, mentre per 300 lavoratori si proseguirà nella ricerca di soluzioni occupazionali esterne e potranno accedere alla mobilita' volontaria incentivata. Per i segretari nazionali FENEAL FILCA FILLEA Fabrizio Pascucci, Paolo Acciai, Marinella Meschieri "l'accordo e' positivo, indispensabile a rilanciare l'azienda ma soprattutto a garantire l'occupabilita' e la prosecuzione della produzione in Italia attraverso il rientro dalla Romania. Resta pero' la questione della copertura dei contratti di solidarieta'. L'utilizzo di tale strumento, da noi a lungo sostenuto come alternativa ai licenziamenti, e' legato alle misure di decontribuzione, su cui ad oggi non c'e' copertura adeguata. Infatti, la legge di Stabilita' 2015 - spiegano i sindacalisti- ha  stanziato soltanto 15 milioni per la decontribuzione a favore delle aziende che scelgono di applicare questo strumento, mentre le domande pervenute nel solo 2014, secondo i dati del Ministero del Lavoro, sono quantificabili in 150 milioni, 10 volte di piu' dello stanziamento".
A Matera e a Laterza (Taranto) saranno fabbriche specializzate "per tipologia di prodotto" e giungeranno ciascuna al "ciclo completo di produzione dei divani". Lo stabilimento lucano farà da "riferimento per la produzione Re-vive, posizionandosi come centro di eccellenza e di innovazione. Lo stabilimento di Santeramo sarà destinato alla produzione della collezione 'Divani & Divani by Natuzzi".

17 febbraio - Italtel Milano, approvata ipotesi accordo Mise. Scongiurati 150 esuberi. Passa il vaglio del referendum l'ipotesi di accordo raggiunta lo scorso 12 febbraio al Ministero per lo Sviluppo economico nello stabilimento Italtel di Settimo Milanese, il più grande del Gruppo in Italia, dopo una vertenza durata diversi mesi per scongiurare 150 esuberi. La consultazione ha interessato i 750 dipendenti dell'impianto. Con 643 votanti, il testo sottoposto al vaglio dei lavoratori ha ricevuto 400 voti a favore. Un risultato che arriva dopo una complicata trattativain quanto l'accordo, fa sapere la Fiom Cgil di Milano "pur prevedendo il rientro dei lavoratori in cassa integrazione congela temporaneamente alcuni istituti economici". Tuttavia, l'obiettivo della vertenza di scongiurare i 150 ulteriori esuberi dichiarati dall'azienda e rilanciare l'attività di una delle maggiori imprese italiana del settore, è stato raggiunto.

11 febbraio - Ex Tecnol di Firenze, 24 lavoratori assunti a tempo indeterminato. Il primo passo, quello di riassumere i lavoratori della ex Tecnol si è concretizzato con la sottoscrizione di un accordo con la nuova proprietà, la Gilardoni di Lecco, che prevede la sottoscrizione di 24 contratti a tempo indeterminato. L'impegno ora resta quello che, una volta tornati a regime, il numero di ex dipendenti Tecnol che riprende l'attività possa aumentare.

9 febbraio – Ericsson, per Marcianise slitta termine confronto. Si è tenuto al Mise il Tavolo di confronto tra governo, azienda e sindacati sulla procedura per il passaggio del sito Ericcson di Marcianise(Caserta) all'americana Jabil. All'incontro erano presenti, oltre alla delegazione sindacale, le due aziende multinazionali e il viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. Davanti al ministero erano presenti tutti i 450 lavoratori in sciopero, arrivati in corteo con alla testa le lavoratrici, che rappresentano circa il 30% della forza lavoro. E proprio le donne che lavorano nello stabilimento casertano della multinazionale svedese dell'elettronica hanno scritto una lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e a tutte le parlamentari del meridione chiedendo sostegno nella difesa del posto di lavoro.
Il Governo ha chiesto alle multinazionali di prorogare il termine, previsto per il 19 febbraio, della procedura per avere il tempo di approfondire i piani industriali. Le multinazionali si sono dette disponibili ad un chiarimento approfondito sul valore dell'operazione. Le parti, infatti, torneranno al Ministero dello Sviluppo Economico il 24 febbraio.
Esecutivo e Organizzazioni sindacali hanno chiesto maggiori dettagli sull'effettiva capacità  del Piano di garantire i livelli occupazionali. Soprattutto di questo si discuterà da qui al prossimo appuntamento di fine mese al Mise.
La Fiom Cgil ha ribadito la più netta contrarietà a questa cessione che rischierebbe di essere solo il preludio a una chiusura, in tempi brevi, dello stabilimento. Il Governo deve adoperarsi nei prossimi giorni per convincere la Ericsson, presente in Italia dal 1918, a tornare indietro rispetto alla sua decisione. La mobilitazione continuerà fino a quel momento.

4 febbraio - Ideal Standard, al Mise firmato accordo cessione Orcenico. E' stato siglato questo pomeriggio al Mise, alla presenza del Vice Ministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, l'accordo che prevede la cessione in comodato d'uso gratuito dell'immobile e degli impianti produttivi Ideal Standard di Orcenico di Zoppola (Pordenone), alla cooperativa Ideal Scala. Al termine di un periodo di sei anni, il prezzo d'acquisto del capannone e delle attrezzature è stato fissato in 5 milioni di euro. Nella sede del Ministero erano presenti anche l'assessore regionale al lavoro del Fvg, Loredana Panariti, i presidenti di Confcooperative e Unindustria Pordenone, i vertici nazionali e territoriali delle principali sigle sindacali di categoria e il sindaco di Zoppola, Francesca Papais.

4 febbraio – Groundcare Fiumicino, raggiunto accordo, salvi 629 dipendenti. Si è  conclusa la crisi che, dopo il fallimento della società di handling Groundcare, da alcuni mesi provocava tensioni e manifestazioni di protesta all'aeroporto di Fiumicino. Degli 849 dipendenti dell'handler, 429 da lunedì 9 febbraio passano direttamente ad Aviation Service, la società che gli subentra nel servizio di assistenza a terra sia a Fiumicino che a Ciampino, mentre altri 200 circa verranno assorbiti dalla stessa società scaglionati mese per mese fino ad aprile. Restano invece in mobilità circa 220 lavoratori che però, secondo gli accordi sottoscritti, entrano direttamente in un "serbatoio" gestito da Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, dal quale dovranno attingere, in funzione dei profili professionali richiesti, le aziende che operano in ambito aeroportuale e che si trovino nella necessità di operare nuove assunzioni.

29 gennaio - Ex A. Merloni, Mise proroga interventi Accordo programma. Si è svolto oggi al Mise l'incontro sull'attuazione dell'accordo di programma per la ex Merloni e sul futuro dell’area appenninica umbro-marchigiana. Il governo si è impegnato ad emanare in tempi strettissimi un decreto ministeriale che allunghi, fino al 2017, la durata dell’accordo di programma (attualmente in scadenza a marzo 2015), rendendolo al contempo più accessibile e flessibile, per favorire la presentazione di progetti imprenditoriali, non più soltanto nel settore industriale, ma anche in quello turistico e della valorizzazione ambientale.
La Cgil e la Fiom dell’Umbria esprimono un giudizio positivo sulle novità emerse dall’incontro e avvertono “a febbraio verificheremo se questo sarà messo in pratica”. Nel corso dell’incontro Cgil e Fiom hanno posto il problema dell’indirizzo delle risorse disponibili che “vanno finalizzati alla rioccupazione dei 1400 lavoratori (600 in Umbria) che sono rimasti fuori dopo il fallimento della Antonio Merloni”. Inoltre, un altro grande problema, segnalato dal sindacato, è quello della scadenza della mobilità per queste centinaia di lavoratori, che non coincide temporalmente con i nuovi tempi dell’accordo di programma.  Ad ottobre finisce la mobilità per molti lavoratori ex Merloni e  per quelli della JP la cassa integrazione si esaurirà con la fine del 2015. Dunque, “febbraio deve essere il mese delle decisioni”.
Il governo si è impegnato anche sulla questione JP Industries, la nuova azienda subentrata in parte alla vecchia Merloni. Il viceministro De Vincenti ha infatti assicurato il mantenimento dell’attività produttiva anche nel sito umbro di Colle di Nocera e l’impegno verso le banche per una pronta ripresa produttiva.

27 gennaio – Lucchini di Piombino, confermati investimenti. Il gruppo Cevital ha confermato gli investimenti per la Lucchini di Piombino, a partire dalla realizzazione di due forni elettrici, un treno-rotaie nuovo, un nuovo forno per il treno medio-piccolo e il revamping al resto della laminazione. Gli ordinativi dovrebbero partire una volta conclusa la fase di acquisto. Intanto l'azienda ha presentato ai sindacati il piano dettagliato sugli investimenti 'Piano Cevital di sviluppo dell'area di Piombino'.  L'obiettivo per la Lucchini a Piombino è ripristinare la produzione di acciaio caldo di 2 milioni di tonnellate annue. Restano da calendarizzare gli incontri tra azienda e sindacati per discutere sugli organici e sull'organizzazione del lavoro reparto per reparto. Per il 2 febbraio è prevista un'assemblea di fabbrica con i lavoratori in cui i sindacati faranno il punto della situazione.

27 gennaio – Ilva, disponibilità dei commissari a confermare i contratti di solidarietà. Si è tenuto nel tardo pomeriggio l'incontro fra i commissari straordinari dell'Ilva, Piero Gnudi, Corrado Carruba ed Enrico Laghi - e i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm. Un incontro che ha consentito un avvio corretto delle relazioni con i nuovi commissari e nel quale è stato possibile confrontarsi su tutti i temi che riguardano la situazione dello stabilimento.
Alle sollecitazioni sindacali sulle garanzie occupazionali e sui lavoratori sospesi, i commissari hanno dichiarato la disponibilità a dare continuità ai contratti di solidarietà, per i quali sono già in corso tutti gli approfondimenti in sede ministeriale.
I commissari hanno inoltre assicurato il pagamento degli stipendi di gennaio per i dipendenti diretti dell'Ilva mentre, riguardo le spettanze dei lavoratori dell'appalto e dell'indotto, alla richiesta dei sindacati i commissari hanno dichiarato che il Governo è impegnato a reperire in tempi rapidi le risorse necessarie per pagare gli stipendi arretrati.
A riguardo, il sindacato ha ribadito che occorre salvaguardare il bacino degli attuali occupati quale patrimonio di conoscenza e professionalità indispensabile nella fase di ambientalizzazione che si prepara. Nel corso dell'incontro sono stati infine affrontati i temi della costituzione della newco e del reperimento delle risorse necessarie per il risanamento degli impianti.

26 gennaio – Teckna Impianti Campi Bisenzio, firmato accordo Cig straordinaria per 35 lavoratori. È stato firmato  presso gli uffici della Città Metropolitana, l'accordo di Cassa Integrazione Straordinaria per i 35 lavoratori della Teckna Impianti di Campi Bisenzio, alla presenza di un rappresentante dell'azienda, delle Rsu e della Fiom Cgil.
Verrà finalmente riconosciuto un anno di ammortizzatori ai lavoratori della Tackna che non ricevono stipendio da agosto. Resta ora da capire quali sono i piani futuri dell'azienda data la presentazione il 9 gennaio scorso del concordato presso il Tribunale di Padova.

26 gennaio – Ericsson, con cessione stabilimento Marcianise mille posti di lavoro a rischio.  Ericsson ha deciso di cedere lo stabilimento di Marcianise (Caserta) alla Jabil, multinazionale americana nota per aver acquisito nel 2008 lo stabilimento della Nokia Siemens a Cassina de' Pecchi, chiuso dopo tre anni. Nel sito di Marcianise la Ericsson ha concentrato negli anni tutte le attività di produzione e distribuzione dei prodotti relativi alle reti ottiche a livello globale, occupando oggi circa 580 dipendenti diretti e altrettanti nell'indotto. Circa 600 sono invece i lavoratori dipendenti di Jabil in quel territorio, provenienti dagli stabilimenti ex Marconi ed ex Nokia Siemens, oggi in cassa integrazione, anch'essi legati alle poche attività che svolgono per conto della Ericsson. A dicembre scorso, grazie alla straordinaria mobilitazione dei lavoratori della Jabil, sono stati scongiurati 382 licenziamenti. I sindacati temono che la cessione dello stabilimento rischia possa essere controproducente sia per i lavoratori della Ericsson che per quelli della Jabil.
La Fiom dichiara la sua più netta contrarietà a quest'operazione che avviene nel momento in cui il Governo italiano, sicuramente informato delle intenzioni di Ericsson, ha varato il piano strategico sulla banda ultralarga, continuando a spiegare quali e quanti benefici questo porterà al paese, al pil e all'occupazione. In passato le esternalizzazioni della Ericsson, sono finite quasi tutte con il licenziamento dei lavoratori coinvolti nelle cessioni. Il sindacato chiede con forza al Governo di intervenire, auspicandone una netta presa di posizione e una concreta iniziativa contro quanto sta preparando la Ericsson a Marcianise.

21 gennaio - Trafomec, non si sblocca la vertenza, è emergenza sociale. Dopo oltre 4 ore di tavolo di verifica presso la Regione Umbria, non è ancora sbloccata la vertenza Trafomec, che vede circa 60 ex lavoratori dell’azienda di Tavernelle attendere da mesi l’attuazione dei punti previsti dall’accordo siglato nel marzo 2014. “L’azienda non ha rimosso la pregiudiziale al pagamento delle spettanze dei lavoratori licenziati – afferma Cristiano Alunni, segretario Fiom Cgil Perugia – aspetto che rappresenta uno dei punti focali dell’accordo. Per questo la mobilitazione proseguirà e proclameremo un nuovo sciopero con manifestazione sotto la prefettura di Perugia per martedì 29 gennaio, con l’obiettivo di chiedere un intervento anche del governo centrale vista l’assoluta gravità della situazione”. Per il sindacato è risultato del tutto insufficiente l’impegno assunto dall’azienda al termine del tavolo odierno: quello di sottoscrivere un atto ufficiale da consegnare all’assessore Riommi con il quale ribadire la disponibilità ad onorare l’accordo non appena verranno meno gli impedimenti di carattere burocratico e legale, che l’azienda stessa indica come vera ragione del mancato adempimento. “I lavoratori non sono più disponibili ad ulteriori rinvii – conclude Alunni – esigono risposte certe e tempestive e per questo la mobilitazione continuerà e crescerà di intensità”.

Dal 5 all'11 gennaio 2015


9 gennaio – Om Carrelli, 3 manifestazioni di interesse al Mise. Ci sarebbero tre nuove manifestazioni di interesse pervenute al ministero dello Sviluppo Economico per lo stabilimento metalmeccanico chiuso dalla multinazionale tedesca Kion nel 2011. A valutarne la fattibilità sarà - come è stato annunciato ieri dalla titolare del dicastero, Federica Guidi, intervenuta al tavolo allargato che si occupa della vertenza - un gruppo di lavoro costituito dai tecnici del ministero e della regione Puglia.
Per i 194 operai della zona industriale di Bari, ormai senza lavoro da più di tre anni ed in mobilità quasi tutti fino a luglio 2016, 1e 3 manifestazioni di interesse provenienti dal settore metalmeccanico e manifatturiero (un'azienda è torinese, un'altra pugliese ed un'altra ancora è una newco di valenza nazionale) possono essere l'ultima spiaggia.
Il gruppo di lavoro valuterà le tre manifestazioni e, a fine gennaio, sottoporrà al tavolo allargato quella migliore. Sindacati e regione chiedono però che non sia solo la migliore, ma anche la più sostenibile. Il riferimento esplicito è alla Metec, l'azienda piemontese individuata da un'agenzia di scouting pagata da OM e presentata nel giugno scorso, dal Mise sia alla regione che ai sindacati, come la società che avrebbe rilevato lo stabilimento. Poi la Metec ha definito un piano industriale che sarebbe destinato a rilevare - lo si è appreso alla vigilia di Natale - lo stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, in Sicilia. Per questo i lavoratori vogliono chiarezza. Chiedono che Metec formalizzi ufficialmente la rinuncia e vengano così liberati dall'impegno scritto a cedere parte dei crediti vantati - 10mila euro a testa - per destinarli al rilancio della OM, come forma concreta di coinvolgimento nel destino della loro azienda.

8 gennaio - Ideal Standard, azienda chiede 81 esuberi. Dopo la chiusura dello stabilimento di Orcenico in Friuli Venezia Giulia, l'Ideal Standard ha presentato un piano industriale in cui prevede altri 81 esuberi, di cui 12 su 275 dipendenti in provincia di Frosinone e 69 su 502 in provincia di Belluno. L'azienda sarebbe disposta a sospendere gli esuberi solo sospendendo per cinque anni il salario di secondo livello e per altri cinque gli aumenti. Un nuovo incontro è previsto per metà febbraio al ministero.

8 gennaio – Lucchini, domani a Piombino primo incontro Cevital sindacati. E' stato fissato per domani alle 10 in direzione Lucchini a Piombino (Livorno) il primo incontro formale tra Fim, Fiom e Uilm e Cevital. Sul tavolo dell'incontro atteso dai sindacati, saranno richieste al gruppo algerino le tempistiche sulle realizzazioni dei progetti industriali su Piombino e si farà un primo punto sull'occupazione e sugli aspetti numerici, in attesa di traghettare i lavoratori dalla procedura di amministrazione straordinaria sotto la nuova proprietà.

3 gennaio 2015 - Si riparte il 7 gennaio con i tavoli di crisi al Mise. Dai carrelli alla rubinetteria, dai call center all'informatica, dal trasporto aereo all'autotrasporto, dalla siderurgia alla meccanica e agli elettrodomestici. Resta ricco nel 2015 il piatto delle vertenze aperte al Ministero dello Sviluppo Economico, si contano infatti oltre 150 tavoli di confronto tra governo, proprietà e sindacati per risolvere le molte crisi aziendali e cercare di salvare il posto di lavoro di centinaia di migliaia di dipendenti. Dopo la pausa natalizia, i diversi confronti al Mise riprenderanno dal 7 gennaio prossimo col tavolo che riguarda la vetreria Sangalli. Si proseguirà poi, tra gli altri, col tavolo Om carrelli e Ideal Standard giovedì prossimo, quindi ArcelorMittal il 14 gennaio, ex Merloni il 16 e Hp il 26. Mentre il 15, il 19 e il 20 sarà la volta di tavoli di settore e rispettivamente call center, termoelettrico e farmaceutico.


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