Pensioni. CGIL, CISL, UIL il 13 aprile in piazza a Roma

31/03/2012 Per ottenere risposte al dramma degli 'esodati', allo scandalo delle ricongiunzioni onerose e dei lavoratori in mobilità senza più reddito

“Spero in una mobilitazione unitaria per cambiare la riforma del mercato del lavoro proposta dal governo. Intanto il 13 aprile scenderemo in piazza insieme per ripristinare il diritto alle pensione per migliaia di persone, tra esodi e ricongiunzioni onerose. Il problema non è stilare una graduatoria di chi ha diritto, ma assicurare il diritto stesso”. Lo ha detto questa mattina (31 marzo) il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, durante il suo intervento (quindici minuti interrotto 14 volte dagli applausi) al terzo Congresso dell'UGL.

“Una manifestazione per restituire i diritti per chi deve andare in pensione - ha spiegato Susanna Camusso - il 13 saremo in piazza contro un'ingiustizia profonda prevista dalla riforma delle pensioni e chiederemo modifiche a favore degli esodati. Perché il problema - ha ricordato - non è una semplice graduatoria, di chi ne ha diritto o meno, o un piccolo sussidio, ma ripristinare il diritto alla pensione per i lavoratori. La nostra preoccupazione è che si pensi che si può continuare a impoverire i lavoratori per uscire dalla crisi. Dopo il 13 penseremo ad altre manifestazioni”.

Per quanto riguarda invece gli altri temi, come il fisco e la crescita, il Segretario Generale, intervenendo al Congresso UGL, ha ribadito che non è più tempo di annunci ma occorre agire subito per ridurre le tasse su lavoratori e pensionati. "Da tempo sentiamo parlare di delega fiscale - ha detto Camusso - ci aspettiamo che al ritorno del presidente Monti si vari una delega fiscale che abbia al centro la riduzione delle tasse su lavoratori e pensionati e riduca il cuneo fiscale per rilanciare l'economia perché si deve iniziare a chiedere di pagare a chi ha pagato poco o non ha pagato nulla. Abbiamo studiato abbastanza, anche se non siamo professori, per non sapere che una riforma del mercato del lavoro non crea posti di lavoro". Il Segretario è tornato ovviamente anche sul tema caldo dell'articolo 18. "Il governo sia coerente. Se dice che non è una riforma contro il lavoro allora riconosca che ad ogni licenziamento illegittimo corrisponda il reintegro. Non c'è bisogno di altri ragionamenti".


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