Pensioni: CGIL, CISL, UIL insieme in piazza a Roma

12/04/2012 Il governo ha dato finalmente i numeri: le persone senza stipendio e senza pensione sarebbero 65mila e non sono necessarie risorse aggiuntive. “Se fossero veri questi dati – replica la CGIL – allora saremmo in presenza di migliaia di fantasmi che si rivolgono a noi per avere una soluzione. Il paese è stato tenuto in ansia per niente? Forse non si vuole risolvere il problema...leggi tutto
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Per risolvere la drammatica situazione delle migliaia di persone senza più stipendio e senza pensione, e per chiedere una soluzione allo scandalo delle ricongiunzioni onerose, CGIL, CISL, UIL si mobiliteranno venerdì 13 aprile. L'appuntamento è a Roma, piazza della Repubblica (Esedra) alle 9,30. La partenza del corteo è prevista per le 10. La manifestazione si concluderà in piazza SS.Apostoli, dove parleranno i tre leader sindacali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

La riforma delle pensioni ha incontrato il giudizio negativo di tutti i sindacati che unitariamente chiedono a gran voce al Governo e al Parlamento di intervenire per modificarla e renderla più “equa sul piano sociale” garantendo così a tutti i lavoratori e le lavoratrici il diritto alla pensione. In particolare, i sindacati incalzano il Governo sulla questione 'esodati', affinchè venga trovata una soluzione immediata all'”emergenza sociale” generata dai provvedimenti assunti. A tutte queste persone non si può negare la pensione, per questo CGIL, CISL, UIL nelle varie richieste rivendicano: “che per i lavoratori posti in mobilità o in esodo non si applichi l'incremento dell'età relativo alla speranza di vita” e “che per gli esodi l'esenzione sia estesa anche a tutti coloro che, in base ad accordi sottoscritti nel 2011, cesseranno dal lavoro in data successiva al 31 dicembre 2011”.

Inoltre, secondo i sindacati, restano ancora aperti i problemi relativi alle 'ricongiunzioni onerose' presso diverse gestioni previdenziali, a seguito della cancellazione effettuata dalla legge 122/2010 di una serie di norme che consentivano ai lavoratori del settore privato e del settore pubblico di chiedere la costituzione della posizione assicurativa o la ricongiunzione gratuita della contribuzione in un unico fondo. A partire dal luglio del 2010, denunciano i sindacati “a questi lavoratori per poter andare in pensione vengono imposti oneri di ricongiunzione estremamente gravosi che, in molti casi, raggiungono addirittura l’importo di centinaia di migliaia di euro, con la conseguenza che molte lavoratrici e molti lavoratori, non potendo pagare, si trovano nella condizione di non aver diritto a pensione”.

La CGIL si mobiliterà quindi il 13 aprile insieme a CISL e UIL perchè “Il diritto alla pensione non è un privilegio. Il diritto alla pensione non può essere una lotteria”.



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