Disoccupazione giovanile: dati a confronto

10/07/2012

Lo affermano i dati dell'Istat del mese di maggio. Dati confermati su scala europea da Eurostat e adesso anche dall'Ocse. La disoccupazione giovanile in Italia, già altissima, è in ulteriore aumento. In Europa dopo Grecia e Spagna, che sono in fondo alla classifica, ci siamo noi e poi la Slovacchia. La situazione migliore, invece, in Germania e in Austria.

Dal 1992, data d'inizio delle rilevazioni storiche dell'Istat, il tasso di disoccupazione registrato a maggio nella fascia di età dai 15 ai 24 anni, 36,2%, è il più alto mai raggiunto. L'incremento ormai è costante di mese in mese: +0,9% rispetto ad aprile; ed è tale anche quando il numero dei disoccupati nel suo complesso tende, sia pure minimamente, a calare. Sempre a maggio, infatti, il tasso di disoccupazione in Italia era del 10,1%, in calo dello 0,1% rispetto al mese precedente. Si è trattato della prima flessione negli ultimi 18 mesi, ma il quadro, secondo l'istituto di statistica “resta sostanzialmente stazionario e su valori molto elevati”.

Tornando alla disoccupazione giovanile, nel mese di maggio l'Eurostat rileva una percentuale di senza lavoro in aerea euro del 22,6% e poco più, il 22,7% nell'intera unione europea. In peggioramento rispetto a un anno fa quando i dati erano del 20,5 e del 21%. Tradotto in numeri, gli under 25 senza lavoro a maggio erano 5,517 milioni di cui 3,4 nell'area euro, con un aumento complessivo di 534mila unità rispetto al 2011.

Secondo l'Ocse, nei paesi dell'area a maggio il numero di giovani senza lavoro era di 11,9 milioni, con un tasso del 16,1%, livelli più o meno invariati rispetto al 2011 e “persistentemente elevati”. Ma le differenze tra i vari Paesi sono rilevanti e variano da un minimo dell'8% in Germania a oltre il 50% di Grecia e Spagna. Inoltre dall'inizio della crisi, nel 2007, l'occupazione giovanile è diminuita del 7%. Dal 2007 a oggi è anche aumentata la percentuale di giovani disoccupati e che non proseguono gli studi, in particolare in Spagna (+6,9%), in Irlanda (+5,4%) e, in misura minore in Grecia, Slovenia, Estonia, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Repubblica Slovacca.

Tuttavia, secondo l'Ocse, la principale preoccupazione riguarda la disoccupazione giovanile e non l'aumento di inattività dopo gli studi, anche se in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, la quota dei giovani inattivi, che non studiano e non si formano, è fortemente aumentata. L'Ocse conclude sottolineando che nell'ultimo trimestre del 2011 “la disoccupazione di lunga durata dei giovani era particolarmente elevata in Spagna, Grecia, Italia e repubblica Slovacca”.




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