Spending review: 23 luglio mobilitazione nazionale CGIL, 'Basta Tagli alla Salute"

16/07/2012 In tutte le principali città italiane la CGIL organizza oggi presidi, volantinaggi e manifestazioni contro i nuovi tagli nel settore della sanità. A Roma sono in corso presidi e volantinaggi davanti alle Asl e ai principali centri sanitari, in particolare i grandi ospedali. Con la spending review, si rischia di intaccare il diritto universale alla salute - Elenco delle iniziative - CGIL, due spot per lanciare allarme tagli sanità
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Proclamata dalla CGIL, per lunedì 23 luglio, una giornata di mobilitazione nazionale contro i pesanti tagli al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale previsti dai provvedimenti della spending review contenuti nel decreto legge n.95 e a sostegno delle proposte presentate dalla CGIL a Governo, Regioni e Parlamento. La mobilitazione si svolgerà con iniziative a livello territoriale, in tutte le regioni italiane: con volantinaggi, presidi, assemblee pubbliche, raccolta di firme, sit-in.

“Invece di operare una seria riorganizzazione della Sanità, e di colpire gli sprechi, il Governo con il decreto sulla spending review taglia ancora il finanziamento” accusa la CGIL precisando che altri 4,7 miliardi si aggiungeranno agli 8 miliardi di tagli della manovra precedente (sono oltre 21 i miliardi i tagli che si sono cumulati nel triennio, e sono in arrivo tre miliardi di nuovi ticket).

“Così - prosegue la CGIL - non si fa una vera 'spending review', cioè una riqualificazione della spesa inappropriata. Anzi, con i tagli lineari si compromette il risanamento dei bilanci e si nega il diritto dei cittadini alla tutela della salute e a ricevere cure di qualità. Spetta al Parlamento ora discutere il decreto del Governo: insistiamo perché i tagli al finanziamento dei servizi sanitari vengano scongiurati”.

La CGIL chiede di investire, con risorse adeguate, nel nostro Servizio Sanitario Nazionale come strumento di “equità sociale e fattore di crescita”, elementi definiti “indispensabili” anche per affrontare la grave crisi che vive il nostro Paese. Secondo la CGIL “bisogna selezionare alcune priorità, necessarie per riqualificare i servizi e la spesa sanitaria ed evitare ancora ticket. E sostenere in modo mirato i processi di riorganizzazione - assistenza distrettuale e cure primarie: tutti i giorni h 24, integrazione socio sanitaria, non autosufficienza - come alternative forti e visibili al solo ricovero ospedaliero (e per ridurre gli stessi gravi disagi nei servizi di pronto soccorso spesso sovraffollati). L’obiettivo è quello di garantire ai cittadini, in tutto il territorio nazionale i Livelli Essenziali di Assistenza (e di qualità): garanzia che deve pesare quanto quella dell’equilibrio di bilancio. Questo può aprire una nuova fase per le regioni impegnate nei piani di rientro, passando dalle logiche dei tagli lineari, dell’inasprimento fiscale e dei ticket, alla riconversione dell’offerta dei servizi, e quindi della spesa inappropriata, causa principale dei disavanzi sanitari. Il diritto alla tutela della salute e alle cure per tutti i cittadini senza distinzioni, tramite il servizio sanitario pubblico e universale, è stata, e lo è ancora, una grande conquista, da confermare e rinnovare".


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