Bruno Tabacci, (sintesi dell'intervento)

26/01/2013

Bruno Tabacci, leader del Centro Democratico (sintesi)


“Da qualcuno la Cgil è stata definita roccaforte della conservazione, ma – citando Tommaso Moro – bisogna avere la forza di cambiare le cose da cambiare e conservare quelle da conservare. E la forza di distinguere le une dalle altre”. Lo ha detto il leader del Centro Democratico, Bruno Tabacci, aggiungendo: “Moro ha fatto il ritratto del buon politico: distinguere le cose da cambiare dalle altre”. Tra innovatori e conservatori “non c'è uno schema bipolare – ha spiegato -, chi alimenta queste tesi è un evocatore del pensiero unico liberista, non certo dell'economia sociale di mercato. E questo non è l'approccio giusto per ripartire. Nessuno può bollare l'altro con il marchio della conservazione, ma anzi bisogna recuperare le buone ragioni della politica. Oggi il più grande sindacato italiano chiede un radicale cambiamento di rotta”.

“Il Piano del Lavoro ci interessa molto, anche se alcuni compiti competono al sindacato e altri al governo”. “E' già molto immaginare che una forza sindacale abbia una visione complessiva, è questo l'approccio giusto – ha aggiunto -. Sulla riforma del fisco, c'è da affrontare il sommerso, la corruzione e l'evasione di sistema. Le stime Istat dicono che il 17% dell'economia italiana è irregolare, a cui va aggiunta l'economia mafiosa e quella informale. C'è una colossale evasione sistematica che determina la caduta del diritto di cittadinanza. Sul fronte delle tasse, si può lavorare per rendere l'Imu progressiva”.

“Si possono fare molte cose, ma c'è un grande esercizio di onestà intellettuale a cui dedicarsi: la crisi etica è profonda. Oggi la situazione italiana è come il gioco dei pacchi in televisione: non c'è fiducia nella responsabilità e nei doveri, ma solo nella fortuna, la società ti invita a giocare al lotto”. “Governare un paese dove i valori declinano è molto più difficile, perchè diventa il paese non dei diritti ma delle pretese, anche le più assurde. Per questo una grande organizzazione come la Cgil deve fare scuola. L'austerità non va usata solo in termini negativi – sostiene -, perché per anni il ricco Occidente ha creato carta moneta facendo debito, ma ora è finita: nulla sarà come prima. Quindi l'invito all'austerità è anche un invito al rigore al rigore morale, a una corretta scala di valori”. Tabacci respinge quindi la “legge del più forte”che domina oggi nel paese: “Da una parte c'è chi vuole tutelare i beni comuni e il benessere dei popoli, dall'altra chi pone il profitto e la produzione al centro dell'azione pubblica e privata. Ma non può essere l'unico riferimento, basta con la regola del più furbo, questo deve essere il dato culturale di riferimento per il futuro”.




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