Lavoro: Giovani CGIL, ricomporre una rappresentanza disgregata

16/05/2013 Presentato a Roma il libro promosso dai 'Giovani Non+ disposti a tutto' della CGIL. Un'analisi che si pone come obiettivo l'individuazione di nuovi strumenti per includere le nuove generazioni nell'azione del sindacato e 'organizzare i non organizzati'

Un 'manuale' ricco di storie, esperienze, esperimenti, tentativi per individuare nuovi strumenti che possano ricomporre una rappresentanza sempre più disgregata. E' questo il tema al centro del libro 'Organizzare i non organizzati - Idee ed esperienze per il sindacato che verrà', presentato oggi a Roma presso la Casa del Cinema e promosso dai 'Giovani NON+ Disposti a tutto' della CGIL.

All'iniziativa hanno partecipato Elena Lattuada, Segretario Confederale CGIL, Alessandro Coppola, Politecnico di Milano, Salvo Barrano, presidente Associazione nazionale archeologi, Ilaria Lani, responsabile Politiche giovanili della CGIL, Giuseppe Civati, deputato del Pd, Giulio Marcon, deputato di Sel.

La CGIL, con questa pubblicazione, ha voluto porre l'attenzione sulle molteplici forme di lavoro precario che hanno trasformato, in questi anni, le consuete modalità di rapporto tra i lavoratori e il sindacato. Una sfida alla quale la CGIL non può sottrarsi, per questo, come sottolineato, nel corso dell'iniziativa, da Ilaria Lani, responsabile Politiche giovanili della CGIL “servono idee 'nuove', da ritrovare nella tradizione del sindacato”.

Innanzitutto, per la CGIL, deve essere rivalutato il ruolo delle Camere del Lavoro: “oggi sono il luogo in cui i funzionari svolgono la loro attività per il sindacato, ma potrebbero anche tornare ad essere, come lo sono state fin dai primi del '900, luoghi di incontro e confronto con i lavoratori”. Per questo la CGIL propone, ad esempio, le aperture serali delle sedi in modo tale, spiega, da “coinvolgere anche i precari, che non hanno modo di fare assemblee di giorno, e magari anche attraverso nuove forme di incontro, come gli aperitivi”.

Per includere le nuove generazioni nell'azione del sindacato e 'organizzare i non organizzati', come dice il titolo del libro, serve ancora di più. “L'azione del sindacato - spiega Ilaria Lani - si basa sulla contrattazione e oggi tanti ne sono esclusi. Si deve trovare una nuova solidarietà tra inclusi ed esclusi dalla contrattazione nazionale. Vogliamo individuare le modalità - conclude - per includere queste persone nelle tutele della contrattazione nazionale”. 



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