TRADE GAME: il commercio non è un gioco

14/06/2013

Si è svolto a Roma, nella giornata di martedì 11 giugno, l'annunciato seminario di presentazione dell' "Osservatorio sul commercio internazionale TRADE GAME: il commercio non è un gioco”, promosso dalla CGIL insieme ad ARCS-ARCI, FairWatch e Legambiente e già “lanciato” con un'iniziativa nel corso del recente Forum Sociale Mondiale di Tunisi.

Dopo la presentazione di Silvia Stilli (ARCS-ARCI), che ha brevemente illustrato finalità e modalità di lavoro dell'Osservatorio, Carla Coletti (già componente della segreteria della FISM e portavoce del comitato investimenti e commercio del TUAC), nella sua relazione su “Sindacato, società civile e commercio internazionale: un breve inquadramento storico”, ha ripercorso l'iniziativa e il dibattito nel sindacato internazionale e nel suo rapporto con i movimenti e la società civile, da Seattle (1999) ad oggi, evidenziando, anche, i punti critici e le contraddizioni nel rapporto tra sindacati dei paesi più sviluppati e quelli in via di sviluppo, in particolare per quanto riguarda la capacità di affrontare congiuntamente l'impatto delle politiche commerciali sull'occupazione e i diritti dei lavoratori, in tutti i paesi.
Monica Di Sisto (FairWatch), parlando di “Trattati di libero scambio bilaterali e Doha Round: la fitta agenda europea di liberalizzazione dei mercati” (vedi presentazione in allegato) ha ripercorso il quadro di posizioni politiche e valoriali che sta alla base dell'iniziativa della CGIL e delle organizzazioni promotrici dell'Osservatorio.

I trattati commerciali sono oggi negoziati a livello europeo e questo aumenta la mancanza di informazione, trasparenza, coinvolgimento democratico, nonostante un nuovo ruolo più attivo assegnato al Parlamento Europeo dal Trattato di Lisbona.

Lo stallo del negoziato di Doha in seno alla Organizzazione Internazionale del Commercio (OMC-WTO) sta portando ad una moltiplicazione di Trattati di Libero Scambio bilaterali, tra l'Europa e diversi paesi o gruppi regionali di Paesi.

L'Osservatorio seguirà e informerà su tutti questi negoziati e questi trattati, ma si concentrerà particolarmente sul TTIP tra Unione Europea e Usa, che per la sua importanza politica ed economica mira a cambiare tutte le regole del gioco a livello globale; sui trattati con i paesi dell'area Mediterranea (Marocco, Tunisia, Giordania ed Egitto); sul monitoraggio del capitolo “sostenibilità” previsto nell'accordo di libero scambio con la Corea del Sud.

La segretaria della CES Judith Kirton-Darling (“Il sindacato europeo di fronte alle politiche commerciali”) ha, a sua volta, presentato un quadro dettagliato delle posizioni e delle iniziative della CES - in accordo con la Confederazione Internazionale dei Sindacati e con i sindacati dei paesi di volta in volta interessati a negoziati o trattati commerciali con l'Unione Europea - per imporre che il punto di vista dei lavoratori sia rappresentato adeguatamente, superando la pesante “dissimmetria” verso il mondo imprenditoriale che, a dispetto della proclamata riservatezza sulle trattative, condiziona pesantemente il mandato negoziale ufficiale della Commissione Europea. Impatto occupazionale, diritti del lavoro, difesa dei beni e servizi comuni essenziali e dello spazio per ciascuno stato di decidere le proprie politiche, senza dover sottostare ai vincoli imposti dalle multinazionali, in nome della “protezione degli investimenti”, sono i punti principali della posizione dei sindacati europei e internazionali (si vedano, in allegato, una scheda sull'insieme dei negoziati e trattati in corso e le decisioni CES su investimenti e TTIP UE-Usa).

Mentre Marco Saladini, dell'Agenzia pubblica ICE (già Istituto per il Commercio con l'Estero) ha fornito alcuni dati della ricerca annuale condotta dall'istituto sulle politiche commerciali delle imprese italiane e sul peso che l'internazionalizzazione ed il commercio estero hanno sull'economia italiana (il prossimo 16 luglio sarà presentato il rapporto 2013), Bruno Ciccaglione (Seattle to Brussels - “Verso un mandato negoziale alternativo: strumenti di confronto con parlamenti, governi, Commissione Europea”) ha ripercorso il progetto del network della società civile europea per passare da una posizione “difensiva” (diritti del lavoro e dei cittadini non penalizzati dai trattati di libero scambio) ad una proposta “positiva”, quel “mandato negoziale alternativo” che, appunto, parta dall'affermazione di quei diritti e di quei bisogni e ad essi subordini le politiche commerciali.

In questo quadro, e come uno dei punti di lettura nell'attività dell'Osservatorio, Maurizio Gubbiotti (Legambiente - “Commercio e cambiamento climatico”) ha posto l'accento su politiche commerciali che – contrariamente a quanto avviene – affrontino alla radice i problemi dell'ambiente e del cambiamento climatico e siano coerenti con la proclamata volontà di costruire un modello economico, sociale, ambientale capace di evitare la catastrofe climatica e di ricostruire le condizioni basilari di vita sul pianeta.

Stefano Palmieri, del Comitato Economico e Sociale Europeo, ha informato sullo stato del negoziato tra Europa ed India, dove i negoziatori europei, sotto il tema della difesa dei diritti di proprietà intellettuale, minacciano l'industria farmaceutica indiana, capace di produrre e vendere in tutti i paesi in via di sviluppo farmaci “non brevettati” a prezzi accessibili, ad esempio per la pandemia di HIV-AIDS.

Al seminario è intevenuto anche il Ministro Amedeo Teti, Direttore centrale per le politiche commerciali e l'internazionalizzazione del MISE, al quale i promotori hanno chiesto di fare un po' il punto sulle posizioni del governo italiano sia in vista della prossima ministeriale del WTO a dicembre, sia nell'ambito dei diversi accordi bilaterali negoziati dall'Europa.

Al Ministro Teti è stata anche chiesta una disponibilità – in parte confermata – alla convocazione di quel tavolo di confronto tra tutti gli attori sociali (quindi anche i sindacati e la società civile) che non si riunisce più ormai da qualche anno, con la scusa dello stallo dei negoziati WTO.

I lavori del seminario sono stati coordinati da Leopoldo Tartaglia, coordinatore del dipartimento Politiche Globali, e sono stati conclusi da Fausto Durante, responsabile del Segretariato per l'Europa.


Allegati:
 Trade_gameMonica110613.pdf
 SchedaCESAccordiCommercialiBilaterali.pdf
 Posizione_CESTTIP23.04.2013.pdf
 CES_Politica_Investimenti0313.pdf
 130611_presentazione_Marco_Saladini_PUB.pdf
Classificazione:
[Politiche europee]  [Politiche globali] 


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