#Pubblico6tu: CGIL, CISL e UIL, in piazza per sbloccare il futuro

08/11/2014 » FOTO #Pubblico6tu
» ASCOLTA: Intervento Camusso

#Pubblico6tu. Servizi perché servono, pubblici perché di tutti. Con queste parole sono scesi in piazza a Roma i lavoratori e le lavoratrici dei servizi pubblici e della conoscenza per la manifestazione nazionale indetta unitariamente da ben dodici categorie di Cgil, Cisl e Uil (Fp-Cgil, Fp-Cgil Medici, FLC CGIL, Cisl-Fp, Cisl-Scuola, Cisl-Medici, Fns-Cisl, Fir-Cisl, Cisl-Università-Afam, Uil-Fpl, Uil-Fpl Medici, Uil-Pa, Uil-Scuola, Uil-Rua). Alla base della mobilitazione una piattaforma comune per chiedere una vera riforma della pubblica amministrazione e del sistema di servizi ai cittadini. La CGIL prosegue così la sua mobilitazione, dopo la grande manifestazione del 25 ottobre in Piazza S.Giovanni e la manifestazione unitaria dei pensionati del 5 novembre #Nonstiamosereni.

Le sette proposte per la riforma dei servizi pubblici. Sono sette le proposte contenute nella piattaforma portata in Piazza dai sindacati: riaprire la contrattazione, sbloccare salari e carriere; investire sulle competenze: dare stabilità e certezza al lavoro, a partire dal personale precario; una vera riorganizzazione dei servizi, degli enti e dei corpi dello stato; costi e servizi standard a tutela dell'universalità; basta dumping contrattuale nel privato che offre servizi pubblici: stesso lavoro, stesso diritto, stesso salario; valorizzazione di istruzione e formazione come leve di crescita. Università, ricerca e conoscenza driver dello sviluppo; un sistema della sicurezza avanzato: riorganizzazione, equiparazione delle retribuzioni, valorizzazione della specificità dei Corpi dello Stato.

Da tutta Italia sono giunti nella capitale decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici della scuola, della sanità, delle funzioni centrali, dei servizi locali, della sicurezza e del soccorso pubblico, dell'università, dell'Afam, del privato sociale, ma anche di tutte le altre categorie di CGIL, CISL e UIL, oltre a tantissimi pensionati e studenti. Un lunghissimo corteo, dietro allo striscione 'Sblocchiamo il futuro', è partito da Piazza della Repubblica nella tarda mattinata e percorrendo le vie della capitale è giunto in una affollatissima Piazza del Popolo. Medici, docenti delle scuole primarie e secondarie, ricercatori, vigili del fuoco, hanno raccontato orgogliosamente, dalla piazza e dal palco, il loro lavoro che nonostante la precarietà, il contratto fermo ormai da anni, e stipendi e carriere bloccate, continuano a svolgere per garantire i servizi ai cittadini. A portare il suo contributo in Piazza del Popolo anche Annelie Nordström, Presidente dell'Epsu il sindacato dei lavoratori pubblici d'Europa. Non sono mancati, poi, momenti di spettacolo con gli intermezzi comici di Max Paiella. A concludere la giornata di mobilitazione gli interventi di Susanna Camusso, Segretaria Generale della Cgil, Annamaria Furlan, Segretaria Generale della Cisl, e Carmelo Barbagallo, Segretario aggiunto della Uil.

“Non esiste cambiamento se non si riparte dal lavoro pubblico”. Così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso intervenendo a conclusione della grande manifestazione di oggi. “Si può e si deve cambiare verso, ma il verso deve cominciarlo a cambiare il governo”, se davvero non vuole dividere il mondo del lavoro “deve smetterla di dire che i lavoratori pubblici sono privilegiati”. Secondo Camusso, per cambiare verso è necessario: “dare risposte al lavoro, crearlo e valorizzarlo, a partire da quello pubblico”. La legge di stabilità però non va in questa direzione, perchè “in realtà taglia. Taglia i lavoratori pubblici e taglia i servizi”.

Per la CGIL ciascun lavoratore pubblico deve avere un contratto, a tale proposito Camusso cita i lavoratori delle Camere di Commercio, delle autorità indipendenti, i lavoratori della Consob e poi aggiuge “bisogna dare risposte ai tanti precari, impegnati nella giustizia, nei centri per l'impiego, nelle sale operatorie, nelle province. Se non si rinnovano i contratti a termine, significa che si sta procedendo con un licenziamento di massa”.

Per una vera riforma della P.A., tanto acclamata dal Premier Renzi, il Segretario Generale della CGIL indica alcune strade da perseguire, innanzitutto: “via la politica dalla Pubblica Amministrazione”, bisogna poi ripartire dal contratto nazionale di lavoro, dalla contrattazione, "garantire i servizi ai cittadini” e “costruire trasparenza”. Inoltre, riferendosi ai numerosi lavoratori esternalizzati nei settori pubblici Camusso ha ribadito: “bisogna estendere i diritti” e rivendicare “uguale lavoro, uguale contratto, diritti e retribuzione". Infine, ha concluso Camusso "il governo sappia che senza risposte continueremo con lo sciopero della categoria chiamando anche tutti gli altri lavoratori".




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