Salviamo la Salute: le foto e il racconto della tappa sulla Medicina Territoriale a Bari

11/02/2015

Interventi

Ricordando Nicola Carbonara, grande sindacalista e compagno della Funzione Pubblica scomparso, qualche giorno fa: così Antonio Mazzarella, coordinatore regionale FP Cgil medici ha voluto cominciare il suo intervento all'iniziativa sulla medicina territoriale in corso al Policlinico di Bari

Giuseppe Lonardelli - Medico esperto organizzazione distrettale
"Rifondare la medicina generale ovvero migliorare la qualità complessiva dei servizi alle persone dando vita ad un diverso modello organizzativo affinché il territorio funzioni e funzionino anche le strutture che devono dare risposte di salute. Unità complesse di cure primarie e aggregazioni funzionali territoriali sono le risposte concrete di cui i cittadini necessitano come contenuto nel Patto per la Salute".

SCANNI ANTONIO - DIPARTIMENTO POLITICHE SOCIALI CGIL BARI

A fronte della forte domanda di salute, la Cgil di Bari ha elaborato un censimento, all’interno dell’area metropolitana, delle strutture in corso di riconversione ovvero gli ex ospedali di: Bitonto, Santeramo in Colle, Grumo Appula, Rutigliano, Noci, Conversano, Castellana Grotte; ex struttura ospedaliera Miulli di Acquaviva delle Fonti; la vecchia sede del distretto n°7 di via Fani a Bari e tre Residenze Sanitarie Assistenziali, ossia Sannicandro, Poggiorsini, Noicattaro. Dal censimento il quadro che emerge é differenziato con problemi diversi rispetto allo stato di avanzamento delle varie strutture in corso di riconversione. Per esempio a Bitonto i lavori sono ancora in corso; a Noci i lavori non sono iniziati e il vecchio plesso é abbandonato. Anche a Gioia del Colle e Grumo Appula i lavori non sono cominciati. Lavori in corso a Rutigliano mentre a Ruvo si é cominciato a mettere mano solo alla sicurezza per l'antincendio. Non presenta problemi la struttura di Conversano dove si sta pensando di utilizzare il piano terra per realizzare la casa della salute. Tutte queste strutture potrebbero diventare presidio territoriale di assistenza ai cittadini e contribuirebbero ad abbattere il tasso di ospedalizzazione, dando risposte ai cittadini. Esempio negativo é la Casa della salute finanziata nel 2001 a casamassima, ultimata dopo molti ritardi a fine 2013, ma ad oggi il suo funzionamento é bloccato dai medici di medicina generale che non vogliono spostarsi nella struttura. Altro punto interrogativo é la cada della salute a Castellana nell 'ex ospedale de bellis dove la consegna era prevista a gennaio 2015 ma ad oggi i lavori sono ancora in corso e non ne conosciamo i tempi. A noicattaro la struttura al momento ospita solo il Cup e vorremmo sapere che fine hanno fatto le gare di appalto previste. A Sannicandro la struttura ultimata da tempo ospita solo il servizio 118 con evidenti segni di abbandono. Per la ex asl di via fani a bari non sappiamo quale sarà la sua destinazione. Finalmente consegnato in questi giorni dopo ben 5 anni il Poliambulatorio di Adelfia. Ad Acquaviva la cittadella della salute non esiste ancora ed é bloccato lo spostamento del vecchio distretto nel nuovo plesso, per problemi tecnici. Da questa mappatura la carenza di personale é il tratto che accomuna tutte queste realtà, già denunciata più volte. Nel 90 per cento dei casi l'assistenza domiciliare non viene nemmeno avviata.

VINCENZO CREANZA - MEDICO MEDICINA TERRITORIALE
Una esperienza positiva di medicina territoriale é quella del CPT Europa nel quartiere San Paolo di Bari che condivide la struttura con il poliambulatorio territoriale che ha visto il coinvolgimento di 10 medici che hanno sviluppato un progetto partito nel 2010. Si é trattato di una Realtà pilota nel campo regionale 10 medici hanno assistito 15 mila persone attraverso anche una rete informatica integrata. I medici non sono stati più dispensatori di ricette ma si é effettuata una diagnostica di primo livello con esami di laboratorio in tempo reale.

VITANGELO DATTOLI - DIRETTORE POLICLINICO BARI
Investire sulla medicina territoriale é fondamentale perché non si può tornare indietro agli anni 80 quando l'Ospedale veniva considerato pressoché unico punto di risposta alle esigenze di salute dei cittadini. Importante il lavoro della cgil di Bari che ha fatto questo censimento sui luoghi di cura di tipo territoriale. L'approccio deve essere di tipo complessivo e in soccorso devono venirci le nuove tecnologie come la telemedicina e le cosiddette reti ospedaliere per percorsi diagnostici terapeutici ottimali per poter meglio assistere il paziente razionalizzando le risorse. L'esperienza del dott creanza é uno degli esempi virtuosi per rispondere alla domanda di salute di base.

VITO MONTANARO - DIRETTORE ASL BARI
la tempestività deve essere ricca di contenuti per far si che i progetti vengano realizzati in minor tempo possibile. L impegno massimo in questi primi giorni di azione e strategica é riempire di contenuti le strutture, che devono essere più socio sanitarie svuotando gli ospedali per andare verso il territorio non solo come risorse umane ma anche come tecnologia. Dobbiamo dedicare più tempo a capire come arricchire strutture di questo tipo.

CECILIA TARANTO - SEGRETARIO FP CGIL NAZIONALE
Intanto occorre restituire al servizio sanitario nazionale i 31 miliardi che hanno sottratto, i 26 miliardi tra corruzione, inappropriatezza, sprechi, che si sono determinati e poi bisogna fare la battaglia perché occorre costruire risposte di salute per le persone facendo le lotte necessarie interrogandoci sulle dimensioni degli ospedali ma anche sulla efficacia della risposta. Siamo fortemente per la de-ospedalizzazione e la medicina territoriale. Il patto della salute ha fatto sicuramente un passo avanti teorico, ma non basta perché i cittadini hanno diritto ad una risposta di salute che non può prevedere tagli e non dare risposta. Bisogna agire su tutti i fronti, valorizzando quello che si é costruito nel frattempo, guardando al futuro, anche con un contratto nazionale del lavoro, bloccato dal 2009, che deve guardare alla riorganizzazione.

GIUSEPPE SPADARO - SEGRETARIO GENERALE SPI CGIL PUGLIA
Insieme agli operatori un’altra categoria di persone che fortemente risente della mancanza di una adeguata e funzionante organizzazione di medicina territoriale sono gli anziani, i soggetti più a rischio, più deboli, in un Paese in cui la vita si allunga insieme alle problematiche di salute sempre più difficili da affrontare. Quindi le esigenze di queste persone sono davvero tante e importanti e il sistema é chiamato a dare risposte. Purtroppo 225 milioni di tagli stanno per abbattersi in Puglia che ripiomberebbe nel piano di rientro. Nel giro di qualche mese la programmazione della regione o li recupera da altri ambiti come i servizi sociali o li taglia alla sanità. In entrambi i casi ripiombiamo nell'incubo e blocchiamo tutte quelle azioni come l'ingresso del personale. La domanda finale é: in quanto tempo riusciremo a a migliorare la vita dei nostri cittadini?

VERA LAMONICA - SEGRETARIO CGIL NAZIONALE
La campagna "salviamo la salute" ci sta restituendo l'immagine di un sistema in straordinaria sofferenza ma anche con esperienze positive e di crescita. Uno dei dati fondamentali di questo sistema: gli operatori stanno, nella differenza delle esperienze, dei ruoli e dei contesti, mantenendo in piedi la possibilità che questo sistema evolva e non torni indietro. Quindi il cambiamento é possibile. A furia di sottolineare le criticità e i problemi rischiamo di dar fiato senza volerlo a quella campagna terribile in atto che tutto sommato la perdita o il ridimensionamento di un sistema come il nostro, non é una gran tragedia. Noi da questo assioma dobbiamo uscire riaffermando che il sistema sanitario italiano é uni dei migliori del mondo. La nostra campagna dice "salviamo la salute", non la sanità ed é proprio questo il cambio di prospettiva. Il nostro sistema deve fare un salto cambiando logica. Quando cominciano a manifestarsi difficoltà di accesso ai servizi con il contingentamento delle prestazioni, quando i costi sono sfavorevoli rispetto al privato, vuol dire che si demolisce il nostro sistema sanitario che vale e va difeso seppur in questo quadro. Anche una sola di esperienza positiva in una regione va valorizzata. VIDEO 1 - 2


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