Economia circolare e rifiuti: il nuovo pacchetto dell’Unione Europea

18/01/2016

Lo scorso 2 dicembre, la Commissione Ue ha presentato al Parlamento europeo un pacchetto di proposte relative alla cosiddetta “economia circolare”. Bruxelles fa sapere che l'insieme di indicazioni agli stati membri è volto ad aiutare le imprese ed i consumatori europei ad effettuare una transizione verso l’economia circolare, in cui le risorse vengono usate in maniera più sostenibile. Le proposte coprono l’intero ciclo di vita, dalla produzione al consumo, fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime. Questa transizione sarà supportata dai finanziamenti dell’ESIF (European Structural & Investment Funding), dai 650 milioni di euro del programma per la ricerca e l’innovazione “Horizon 2020”, dai 5 miliardi e mezzo di euro dei fondi strutturali per la gestione dei rifiuti e dagli investimenti nazionali nell’economia circolare. Ecco le principali mosse previste dalla Commissione:

  • Azioni per ridurre gli sprechi di cibo: tra le altre, una metodologia di misura comune per le date di scadenza e strumenti per raggiungere gli obiettivi globali di sviluppo per dimezzare gli scarti di cibo entro il 2030
  • Sviluppo di standard di qualità per le materie prime seconde in modo tale da incrementare la fiducia degli operatori nel mercato
  • Misure nell’Ecodesign working plan 2015-2017 per promuovere la riparabilità, la durabilità e la riciclabilità dei prodotti
  • Una strategia per la plastica, in particolare in materia di riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose e soprattutto gli obiettivi globali di sviluppo per ridurre in maniera significativa la presenza di plastica nei mari
  • Una serie di azioni per il riutilizzo dell’acqua, inclusa una proposta legislativa sui requisiti minimi per riutilizzare le acque di scarico
Nel testo del pacchetto europeo si indica anche un calendario per le azioni proposte ed un piano per un sistema di monitoraggio semplice ed efficace. La proposta legislativa indica ben precisi obiettivi per la riduzione dei rifiuti e stabilisce un percorso ambizioso e a lungo termine per la gestione dei rifiuti ed il riciclo. Per assicurare l’effettiva implementazione, i target di riduzione dei rifiuti sono accompagnati da misure concrete per affrontare i diversi problemi che ogni stato membro potrà dover affrontare. Nello specifico, le misure sull'economia circolare comprendono un pacchetto di proposte che modificano sei direttive riguardanti la gestione di vari tipi di rifiuti: la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, la 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, la 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, la 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, la 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e la direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

In sintesi, le proposte prevedono:
  • un obiettivo comune a livello di Ue per il riciclaggio del 65% dei rifiuti urbani entro il 2030;
  • un obiettivo comune a livello di Ue per il riciclaggio del 75% dei rifiuti di imballaggio entro   il   2030;
  • un obiettivo vincolante per ridurre al massimo al 10% il collocamento in discarica per tutti i rifiuti entro il 2030;
  • il divieto del collocamento in discarica dei rifiuti della raccolta differenziata;
  • la promozione di strumenti economici per scoraggiare il collocamento in discarica;
  • definizioni più semplici e adeguate nonché metodi armonizzati per il calcolo dei tassi di riciclaggio in tutta l’UE;
  • misure concrete per promuovere il riutilizzo e stimolare la simbiosi industriale trasformando i prodotti di scarto di un'industria in materie prime destinate ad un'altra;
  • incentivi economici affinché i produttori facciano giungere prodotti più ecologici sul mercato e un sostegno ai sistemi di recupero e riciclaggio (es. per imballaggi, batterie, apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli).
Per quanto riguarda il recupero energetico, la Commissione Ue afferma che esso è preferibile al collocamento dei rifiuti in discarica, sia sotto il profilo ambientale che economico, se non è possibile evitare di produrli rifiuti né è possibile riciclarli. “Vi è quindi spazio per la termovalorizzazione”, afferma la Commissione Ue, “che contribuisce a creare sinergie con le politiche dell’Unione in materia di energia e clima, ma sempre seguendo i principi della gerarchia dei rifiuti stabilita dall'Ue. La Commissione esaminerà come ottimizzare questa pratica, senza compromettere il potenziale di realizzazione di tassi di riutilizzo e di riciclaggio più elevati e come sfruttare al meglio tale potenziale energetico. A tal fine la Commissione adotterà un'iniziativa sulla termovalorizzazione, nell'ambito dell'Unione, dell'energia”.

In un modello economico in cui i rifiuti di qualcuno diventano risorse per gli altri, c’è sempre meno spazio per modelli tradizionali di pianificazione e gestione dei rifiuti. Occorrono quindi nuove norme in materia di riutilizzo, di sottoprodotti e di riduzione dei rifiuti alla fonte. E’ necessario, dunque, promuovere il buongoverno, combattere l’ampliamento delle discariche e l’export dei rifiuti, recuperare materia ed energia, smontare miti e tabù che hanno impedito, in particolare alle Regioni del Mezzogiorno d’Italia, di uscire dallo stato di perenne emergenza. La raccolta differenziata è soltanto il primo passo per dar luogo ad un ciclo integrato dei rifiuti urbani: un passo importante perché coinvolge i cittadini in prima persona; un passo necessario ma non sufficiente. Senza la raccolta differenziata il ciclo non parte ma, dopo la raccolta differenziata, bisogna che funzioni un sistema industriale per la trasformazione dei diversi rifiuti separati: le industrie del riciclo che trasformano la materia, gli impianti di compostaggio per la frazione organica e i termovalorizzatori per recuperare l’energia contenuta nella frazione residua non riciclabile. Una buona raccolta differenziata è indispensabile sia per ridurre la quantità di rifiuti da smaltire che per recuperare il massimo possibile di energia contenuta nei rifiuti irrecuperabili che, altrimenti, andrebbe dispersa. La legislazione europea stabilisce una gerarchia dei rifiuti: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero, compreso il recupero di energia, e smaltimento. Nessuna di queste fasi può essere ignorata o esclusa, pena la non chiusura del ciclo, il disservizio, il danno ambientale, l’esportazione irresponsabile dei rifiuti con grave danno economico e di civiltà. Bisogna inoltre considerare che anche in un'economia fortemente circolare permane qualche elemento di linearità con prelievi di risorse vergini (che vanno ridotti al minimo) e produzione di rifiuti irrecuperabili (che vanno smaltiti nel modo più corretto eliminando ogni spreco). La mancanza di una informazione corretta e responsabile ha spesso portato ad ignorare o a sottovalutare la necessità di ulteriori azioni successive alla raccolta differenziata. ha portato in oltre metà del Paese, ad un ritardo strutturale nella dotazione di impianti necessari e, di conseguenza, ad una costosa e iniqua pratica di esportazione dei rifiuti e al mantenimento di un ruolo abnorme delle discariche. Infine, occorre che si attivi su tutto il territorio nazionale una politica di pianificazione efficace e lungimirante volta alla promozione di buone pratiche, alla messa in atto di percorsi e iniziative, con l’obbiettivo di costruire sulla questione dei rifiuti una nostra proposta legata allo sviluppo dei territori.


Allegati:
 Sintesi_Economia-Circolare_Sviluppi-UE_DEF.pdf
Classificazione:
[Ambiente e territorio]  [Rifiuti e Bonifiche] 


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