Legge 221/2015: dal 2 febbraio 2016 in vigore le nuove eco-regole

01/02/2016 Dal 2 febbraio 2016 entrano a far parte dell'Ordinamento giuridico le nuove norme ambientali previste dalla legge 28 dicembre 2015 n.221 recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di Green Economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2016 n. 13.

Dal 2 febbraio 2016 entrano a far parte dell'Ordinamento giuridico le nuove norme ambientali previste dalla legge 28 dicembre 2015 n.221 recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di Green Economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2016 n. 13.

E' infatti scattato il periodo di “vacatio legis” che porterà all’entrata in vigore delle nuove eco-regole alla suddetta data, sebbene l’effettiva efficacia di alcune norme in materia di rifiuti potrebbe slittare al 2017. 

Per quanto concerne il tema rifiuti, la legge modifica la gestione di particolari categorie di residui e la conduzione di alcune operazioni. Nello specifico, vengono espresse norme di semplificazione (assolvimento obblighi di tenuta registri, Mud e Sistri tramite conservazione formulari di trasporto) per il tracciamento che interesseranno a differenti livelli imprenditori agricoli, manutentori idrici e produttori di rifiuti pericolosi del comparto benessere. Inoltre, si assiste ad una stretta sulla gestione di rifiuti di metallo e rocce da scavo, ed alla spinta sul riutilizzo di rifiuti di plastica compostabile.

Infine, sono previste agevolazioni per il compostaggio e la rimodulazione delle regole di conferimento rifiuti in discarica oltre ad una ecotassa per rifiuti avviati ad impianti di incenerimento senza recupero energetico, sono inoltre previste nuove opportunità per la gestione dei “rifiuti complessi”

Nell’ambito della tutela delle acque, mediante la modifica dell’art.101 del dlgs 152/2006 il Green Economy assimila fin da subito alle acque reflue domestiche ai fini dello scarico in pubblica fognatura quelle di vegetazione da frantoi oleari, purché generate da olive prodotte in regione da aziende site in terreni ostativi a smaltimento tramite fertirrigazione e irrigazione, previo trattamento per assicurare il rispetto di valori limite locali e salvo bando del gestore locale per criticità del sistema di depurazione.

Stretta anche sulla responsabilità per il trasporto su acque di beni a potenziale inquinante, laddove con la modifica della legge 979/1982 in materia di difesa del mare si dispone invece l’obbligo per il proprietario del carico di munirsi di idonea polizza assicurativa per  la copertura integrale dei rischi anche potenziali.

Infine, in merito agli appalti pubblici verdi, la nuova legge spinge sull’acquisto di beni e servizi verdi da parte degli uffici pubblici e sulle agevolazioni alle imprese munite di certificazioni ambientali. Altro pilastro della nuova norma riguarda il rafforzamento degli eco-criteri della Pubblica Amministrazione per la scelta dei fornitori: la P. A. viene obbligata a fondare gli appalti sui criteri ambientali elaborati dal Ministero dell’Ambiente in relazione a specifiche categorie di prodotti sulla base del D.M. aprile 2008.

Resta inteso che l'intervento legislativo ci propone l'urgenza di affrontare il tema dello sviluppo sostenibile in tutta la sua complessità e urgenza.


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